martedì 1 marzo 2011

Franchising: McDonald's cede il primato

McDonald's ha perso il primato: non è più la catena di ristoranti fast-food con il maggior numero di punti vendita nel mondo. E' stato superato da Subway, che con i suoi 34.152 ristoranti, disseminati in 96 Paesi, ha conquistato la corona dei fast-food in franchising. Mc Donald's è fermo a quota 32.000, ma può vantare una maggiore diffusione internazionale, essendo presente in 117 Paesi.

Nella particolare classifica delle catene dei cibi veloci seguono, a notevole distanza, Kentucky Fried Chicken (20.200 ristoranti, in 109 Paesi), Starbucks (17.009, in 50 Paesi), Pizza Hut (13.100, in 97 Paesi).

La catena Subway è stata fondata in Connecticut, negli Stati Uniti, 46 anni fa. Il suo menu propone un'ampia varietà di panini, caldi e freddi. La vertiginosa ascesa degli ultimi anni - nota il portale americano entrepreneur.com - è stata possibile grazie a campagne di marketing aggressive, incentrate sul connubio tra gusto e salute.

Il gruppo Subway ha 10 punti vendita in Italia, 4 dei quali all'interno delle basi militari americane di Aviano, Gricignano di Aversa, Sigonella e Vicenza. Altri ristoranti Subway sono attivi a Milano, Roma, Napoli, Viterbo, Civitavecchia e Monterotondo.

Franchising e crisi

Milano – Il Flauto d’Oro di Sergio Zampetti, dal valore di 20mila euro, ha inaugurato la cena Mediawatch dedicata alla comunicazione d’impresa nell’anno della ripresa economica. Un gustoso antipasto musicale durante il quale il Maestro flautista (protagonista di concerti in città come New York e Salisburgo) ha intrattenuto i commensali con una breve e divertente lezione di musica, in cui Mozart, Mercadante e Gossec si sono dimostrati ancora una volta dei riferimenti più che attuali per la musica e la vita moderna. Nella cornice elegantissima del moderno NH Hotel Touring di Milano come sempre hanno presenziato ospiti di rilievo dei settori della comunicazione e del giornalismo, dell’imprenditoria e del franchising, nella serata a loro interamente dedicata.

Al tavolo d’onore, accanto al moderatore e presidente Mediawatch Carlo Vittorio Giovannelli, si sono seduti personaggi del calibro di Omar Fogliadini, fondatore de LaClinique (azienda bresciana che nel 2010 ha fatto registrare un +16,4% sul fatturato), Fabio Pasquali, direttore di AZ Franchising (azienda leader in Italia con un giro d’affari annuale che supera i 35milioni di euro) e Barbara Benedettelli che, accompagnata dal marito Claudio Brachino, ha presentato Vittime per Sempre, il suo quarto libro, da lei definito come “il più importante”. Impossibile non segnalare la presenza del noto chirurgo di fama mondiale Michele Zocchi, del giornalista Carlos Garcia, caporedattore di Class MSNBC, e del Cantante della Solidarietà Salvatore Ranieri.

“Non c’è solo la mia anima, ma anche e soprattutto quella di coloro che restano vittime per sempre – racconta Barbara Benedettelli, autrice televisiva – E’ terribile sopravvivere a una persona che si ama. La cattiveria esiste e noi dobbiamo imparare ad avvicinarci al dolore degli altri”. Un libro che le è costato tempo e fatica, nove mesi di alti e bassi e una depressione profonda: “Mi sono sentita in colpa perché avevo una vita normale. Non una vita bellissima, ma una vita normale”.

Il tema della serata non concede altre divagazioni e la cena si conclude con le dichiarazioni dei personaggi e degli ospiti in sala. Fabio Pasquali introduce il concetto di franchising, uno dei pochi settori che ha retto e sopportato la crisi degli ultimi anni. A parlare sono le cifre, che non ammettono repliche: se in Italia la percentuale di crescita è ancora relativamente bassa (+1,7%), in Spagna e nei Paesi emergenti i dati viaggiano a doppia cifra. Tra Madrid e Barcellona si toccano soglie vicine al +20%, come nella vasta area dell’Est europeo; il Brasile raggiunge il +30%, mentre l’inarrestabile Cina supera il +50%.

“Il franchising è una vera opportunità di lavoro per chi è rimasto senza – spiega Pasquale – un’opportunità che, grazie al marketing, alla forza e all’aiuto concreto di un brand conosciuto, ha dei margini di rischio decisamente inferiori”. Un modo nuovo di lavorare, di cooperare, un sistema a rete in cui il rapporto tra azienda e imprenditore genera profitto e utili. La forza di AZ Franchising è stata quella di “comunicarlo al mondo”, di “accompagnare questo incontro (matching)” in tutte le sue fasi.

Omar Fogliadini non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione e con LaClinique&Partners l’azienda leader nella chirurgia estetica in Italia si appresta a crescere ancora con i nuovi progetti di franchising legati al Dealership Management, una formula in cui l’affiliato ha la possibilità di dedicarsi interamente allo standard qualitativo delle prestazioni e dei servizi forniti, affiancato e supportato dall’organizzazione nella gestione di ogni fase d'impresa.

La mission de LaClinique non è nuova nel nostro Paese, che nel 1600 già proponeva alcune rudimentali forme di Cosmetic Surgery. Il vero slancio d’innovazione dell’azienda bresciana è stato quello di “tradurre la chirurgia estetica in un modello strutturato senza togliere nulla all’estro dei singoli”, sfruttando al meglio la tendenza all’intimismo tutta occidentale, al fare qualcosa per sé stessi prima che per gli altri.
Alla faccia della crisi: Mediawatch e le imprese italiane di successo
Un settore che in Italia sposta e muove capitali vicini ai due miliardi di euro ogni anno, nonostante nel Bel Paese “il concetto di collaborazione ancora non esiste”. “Siamo stati bravi a credere del futuro del settore – continua Fogliadini – un settore che nel 2015 è destinato ad avere un nuovo boom, con un incremento del quadruplo delle procedure effettuate solo cinque anni fa. […] LaClinique comprende al meglio la necessità di arrivare a un profilo che esplori il massimo potenziale delle nuove possibilità di business”.

Un modello imprenditoriale da seguire, alla faccia della crisi. Tanto da entrare a far parte delle belle storie del libro di Mauro Castelli Grand’Italia, a fianco di nomi come Federico Falck, erede della storica famiglia che ha contribuito per quasi un secolo al successo economico e produttivo italiano, Francesco Ranzoni (Bialetti), Michela Barona (Le Fablier) o i fratelli Ponti, creatori del brand Peperlizia. Ma qual è il segreto del successo? “Il lavoro, l’innovazione, la creatività, il team.. e tante incazzature”.

Mamme e lavoro: nuovi incentivi per il franchising

L’imprenditoria rosa in Italia sta per essere rilanciata anche grazie alle iniziative promosse dalle grandi aziende locali, in prima linea per sostenere e supportare le donne con figli che, nonostante le difficoltà, non vogliono rinunciare alla carriera.
E se la soluzione ideale per le mamme che lavorano fosse quella di entrare in una rete di franchising?
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A pensarla così è la Preca Brummel, azienda leader nel settore dell’abbigliamento per l’infanzia che ha ideato il progetto “Mamme fanno impresa”, presentato il 10 febbraio a Milano e dedicato alle aspiranti imprenditrici che mirano a conciliare lavoro e famiglia.
Novità assoluta nel campo dell’imprenditoria femminile, questa iniziativa aiuta concretamente le mamme a creare un’attività in proprio, riconoscendo alle madri in generale capacità di organizzazione, ottimizzazione dei tempi e gestione del budget acquisite e potenziate proprio grazie all’impegno quotidiano con i figli.

“Alle madri che decidono di diventare franchisee dei nostri marchi Brums e Bimbus offriamo importanti aiuti: un contributo assicurativo di mille euro all’anno per dieci anni per sostenere gli studi del proprio figlio, un guardaroba intero per ogni figlio e soprattutto quello che considero il contributo più innovativo. Come azienda ci offriamo di pagare una sostituta per le tre settimane di ferie all’anno che la madre imprenditrice decide di passare in famiglia”.
Carola Prevosti, direttore generale del gruppo, ha così illustrato l’iniziativa che sembra poter fare veramente qualcosa per migliorare la situazione del lavoro femminile in Italia, sempre meno al passo con altri stati europei dove la realtà delle mamme che scelgono di esercitare una professione fuori casa è ben diversa.
Sul sito Mammefannoimpresa.it è possibile trovare dettagliate informazioni sul progetto e le modalità di partecipazione.

Franchising: Cellulari in permuta

Grazie alla formula è possibile avviare un’attività nel settore della vendita di cellulari e di accessori senza investire cifre esorbitanti.
È uscito un nuovo modello di cellulare.
“E di quello vecchio che ne faccio?” Una risposta la offre il Mercatino del cellulare, un network di punti vendita in franchising dove l’usato viene ritirato a prezzi di mercato, consentendo così di avere modelli sempre aggiornati recuperando il valore di quelli vecchi.
Con un investimento di 29mila euro vengono forniti l’arredo del locale, una dotazione di 50 apparecchi nuovi e 10 usati, accessori per tutte le marche, nonché uno stage di formazione in riparazioni di primo livello.

I libri sul franchising