giovedì 24 febbraio 2011

Il Franchising spinge lo sviluppo

Le aziende riunite nelle associazioni di categoria chiedono l'apertura di tavoli tecnici per supportare il settore
Assofranchising, Confimprese e Fif-Confesercenti rivolgono al Governo un appello congiunto attraverso cui chiede un riconoscimento per le imprese del settore franchising. Non esiste un codice Ateco per monitorare il comparto che peraltro da tempo mostra un andamento positivo: è fisiologico infatti che in un momento di rilancio in uscita dal periodo di crisi, avviare un'impresa con finanziamenti e le agevolazioni che il franchising di per se propone (perché in gran parte legato alla fatturazione della struttura avviata) può essere un’opzione interessante da percorrere.

L’ultima fotografia del mercato del Franchising nel nostro Paese riporta un business da 21,7miliardi di euro di fatturato, per un volume di occupazione di 180mila addetti impegnati in oltre 53mila punti vendita. Si è trattata in definitiva di una valida altenrativa alla disoccupazione per chi ha avuto un po’ più di capacità di rischio imprenditoriale e – inutile negarlo – anche un piccolo capitale da investire.

Inoltre una maggiore attenzione viene richiesta rispetto al tema della formazione professionale per il settore, contrattualmente essa pè difatto a carico dell’affiliante e ciò naturalmente genera una distorsione a favore di chi ha un business che funziona, laddove la formazione sarebbe opportuno fosse considerata principalmente come occasione di rilancio attraverso l’incremento competenziale.

Assofranchising, Confimprese e FIF si sono dunque unite per manifestare il proprio dissenso avverso quella che secondo le associazioni di categoria è una scarsa risposta del Governo a tale esigenza, chiedendo di proporre una serie di incontri istituzionali ai Ministeri del Lavoro, dell'Economia e Finanza e dello Sviluppo Economico al fine di aprire un dialogo su questo interessante tema spesso sottovalutato strumento strategico per l'affermazione e la crescita della piccola e media impresa.

Se la sartoria riparte dal franchising

La sarta rinasce grazie al franchising. Si stanno, infatti, moltiplicando le catene che propongono un servizio di riparazione sartoriale. Le insegne sono molteplici. Si va da Orlo e via, che punta sul concetto di rapidità, a Mr. Cucito, nato dall’idea di due amiche, sino ad arrivare a Celestina Orlo Espresso.

Di fatto il sistema in franchising va a colmare un vuoto di offerta che si era formato negli ultimi anni, soprattutto nei centri urbani, con la progressiva scomparsa delle sarte.

La gran parte delle insegne si caratterizza per due aspetti: il prezzo accessibile (in media l’orlo per un paio di pantaloni costa tra i 6 e gli 8 euro) e l’ampiezza dei servizi. Accanto ai lavori più basici (per esempio la sostituzione di una zip) vengono realizzate attività complesse, come la rimessa a modello di giacche e cappotti.

Alcuni brand, tra i quali "Xò Officina tessile”, hanno, poi, sviluppato il concept di base, affiancando alle riparazioni sartoriali la vendita di accessori e il restyling dei capi di abbigliamento. In questo modo cercano di movimentare l’offerta e di attrarre, incuriosire soprattutto la fascia più giovane della clientela.

La diffusione dei punti vendita deriva anche dal fatto che non sono necessari investimenti elevati per l’attrezzatura o lo spazio commerciale. È sufficiente disporre di un negozio di 25/30 metri quadri, ubicato in una via con un buon traffico pedonale o all’interno di un centro commerciale, e di almeno 13.000/14.000 euro, per l’acquisizione del sistema e l’eventuale adattamento dell’immobile.

mercoledì 23 febbraio 2011

Franchising: Pmi chiedono codice Ateco

Un appello congiunto Assofranchising, Confimprese e Fif-Confesercenti rivolto al Governo chiede un riconoscimento per le imprese del settore Franchising. Le Pmi del comparto chiedono infatti uno specifico codice Atecoper monitorare il comparto, che sta mostrando un andamento positivo, anche e soprattutto perchè in tempo di crisi avviare un'impresa con finanziamenti e agevolazioni è una soluzione interessante.


L'ultimo Rapporto sul Franchising in Italia fotografa un mercato da 21,7 mld di euro di fatturato, che dà occupazione a 180.525 addetti, impegnato in 53.313 punti vendita.

Un'alternativa al lavoro subordinato capace di rispondere alla disoccupazione, offrendo opportunità di collocamento e business con una formula di minore rischio.

Si chiede anche maggiore attenzione nei confronti nella formazione professionale per il Franchising, visto che contrattualmente questa è a carico dell'affiliante. E poiché al momento il Governo non riconosce al Franchising alcun merito in questo, Assofranchising, Confimprese e FIF si sono unite per manifestare il proprio dissenso e proporre una serie di incontri istituzionali ai Ministeri del Lavoro, dell'Economia e Finanza e dello Sviluppo Economico per aprire un dialogo sul Franchising in qualità di "strumento strategico per l'affermazione e la crescita della piccola e media impresa".

Franchising Più su DJ Automatica

Millionaire continua l'approfondimento su questo marchio. A domanda risponde: Davide Bergamini Amministratore DJ Automatica.
I negozi e i distributori automatici si stanno espandendo a macchia d’olio un po’ dappertutto.
Quali prospettive offre il settore e quali possono essere le future strategie di sviluppo ?
Il nostro è un settore in decisa crescita, afferma Davide Bergamini di DJ Automatica. Decisivi affinché questa tendenza possa proseguire sono, a mio parere, l’appeal nei confronti del pubblico e i margini realizzabili dagli affiliati.
Per quanto riguarda il primo punto, stiamo operando su più fronti: competitività dei prezzi, ampliamento della gamma dei prodotti, scelta delle location e miglioramento del look e della funzionalità dei punti vendita.
I margini per gli affiliati sono la conseguenza di uno sforzo continuo, atto ad acquistare al miglior prezzo i singoli prodotti.
Quanto al futuro della nostra azienda, stiamo sviluppando nuovi business, cercando di applicare nuove formule vincenti per i nostri affiliati, che permetteranno ottime marginalità a varie tipologie di prodotto offerte finora solo tramite i tradizionali canali commerciali.

lunedì 21 febbraio 2011

Franchising Mycomm.net: 300 clianti in meno di 30gg

MyComm.net è il format in franchising che permette agli affiliati di lavorare nel dinamico mercato della pubblicità e di supportare i clienti nell’aumentare qualitativamente e quantitativamente la loro comunicazione promozionale.

I prodotti MyComm.net utilizzano i servizi di SMS, MMS, QRCode e Bluetooth Marketing, oltre alle campagne di raccolta punti via SMS e ai concorsi a premi a vincita istantanea via SMS.
Dal 16 gennaio, poi, è partito il progetto MyCard, un nuovo prodotto rivolto a oltre 120 differenti categorie merceologiche e finalizzato alla creazione di “Centri naturali di spesa” per lo sviluppo di azioni di Co-Marketing via sms. Gli affiliati che stanno già sperimentando questa nuova formula commerciale hanno totalizzato oltre 300 clienti in meno di un mese, alcuni hanno realizzato performance che registrano 6 clienti in mezza giornata, 9 in un giorno, 35 in una settimana. Per festeggiare la partenza di Mycard le attivazioni sono in omaggio, per l’intera rete dei franchisee e per i nuovi affiliati, fino al 15 Marzo 2011.
Aprire un centro in franchising MyComm garantisce, quindi, tutti i clienti del progetto MyCard attivati fino al 15 Marzo offerti dalla casa madre: “diventando franchisee opererai in un mercato dinamico, i cui servizi sono quelli più richiesti dalle aziende ed i tuoi guadagni potranno arrivare anche a 10.000 euro/mese”– chiariscono dalla casa madre.

Gabetti sale al 65% di Tree Real Estate: franchising

Gabetti sale al 65% di Tree Real Estate

FTA Online News
In controtendenza Gabetti che registra un rialzo dello 0,92% e si porta a 15,31 centesimi. Ieri Gabetti Property Solutions ha risolto gli accordi di joint venture sottoscritti con UBH nel 2008 e acquisito il pieno controllo di Tree Real Estate. Tree Real Estate è la holding che governa oltre 1.600 agenzie attive nel franchising immobiliare, presenti su tutto il territorio nazionale alla quale fanno capo le attività svolte con i marchi Gabetti Franchising, Professionecasa e Grimaldi.

L'operazione si inquadra nel processo di crescita del Gruppo Gabetti volto a consolidare la presenza territoriale per sviluppare il core business storico e implementare il modello dei servizi immobiliari.

L'operazione comprende l'acquisizione della governance piena delle tre reti immobiliari in franchising e l'incremento della partecipazione in Tree Real Estate dal 51% al 65%. Contestualmente Gabetti ha ritenuto di ridurre la propria partecipazione in Tree Finance dal 49% al 35% al fine di concentrare tutte le energie sul business dei servizi immobiliari. L'accordo di risoluzione delle due joint venture prevede la concessione di un’opzione put a favore di Gabetti Property Solutions sulla residua partecipazione del 35% in Tree Finance esercitabile a partire dal 31 luglio 2014 al fair market value riferito alla data del 31 dicembre 2010 e simmetricamente la concessione di un’opzione put a favore di UBH sulla residua partecipazione del 35% in Tree Real Estate esercitabile a partire dal 31 luglio 2014 al fair market value riferito alla data del 31 dicembre 2010.

L'acquisizione della maggior partecipazione in Tree Real Estate, pari al 14%, e la cessione della partecipazione in Tree Finance, pari al 14%, sono sospensivamente condizionate al passaggio in
giudicato dell'omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di UBH ai sensi dell'art.182 bis L.F.

Intero International Franchise Services, LLC, diventa mondiale firmando il primo accordo master di franchising nel Regno Unito

Intero International Franchise Services, LLC, diventa mondiale firmando il primo accordo master di franchising nel Regno Unito
Il marchio e l’innovazione di Intero sono ora disponibili nel Regno Unito e altrove

16 Febbraio, 18:39 GMT
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Intero International Franchise Services, LLC, ha firmato il primo accordo master di franchising per estendere il marchio Intero in nuovi mercati con GPEA, LTD.

GPEA, LTD è proprietaria di due delle più grandi reti immobiliari nel Regno Unito, Guild of Professional Estate Agents e Fine & Country. Insieme, servono tutti il Regno Unito con oltre 700 uffici.

Mike Bidwell, ex Direttore Operativo di Fine & Country e ora Direttore Generale di Intero UK spiega, “L’intenzione con cui porto il marchio Intero® nel Regno Unito è quella di rivoluzionare il settore immobiliare. La presenza di Intero nel Regno Unito come marchio leader fornirà servizi di qualità e consoliderà relazioni eccezionali.”

Il Presidente di Intero, Robert Moles, aggiunge, “Siamo elettrizzati da questo accordo perché ci consente di entrare in Europa dalla porta principale per espandere il marchio Intero, nonché il nostro spirito innovativo, in un mercato affamato di un nuovo approccio alla tradizionale mediazione immobiliare.”

Malcolm Lindley, fondatore del Guild of Professional Estate Agents, ha affermato: “Il mio impegno a mantenere uno standard superiore negli immobili di lusso si adatta perfettamente al marchio Intero e alle persone dietro di esso. Il sistema, la formazione, le tecnologie e un esecutivo senza eguali, contribuiscono tutti a un approccio straordinario nel settore immobiliare, che troverà grande audience in questi nuovi mercati.”

Il lancio di Intero® UK segue il recente annuncio del primo franchise Intero in Asia, Intero Shanghai e l’apertura di un ufficio Intero Hong Kong.

“La nostra continua espansione rappresenta l’impegno di Intero per una presenza mondiale del marchio, un elemento necessario per prosperare e innovare in un’attività immobiliare,” conclude il Direttore Generale di Intero, Gino Blefari.

Informazioni sul marchio Intero®

Fondato nel 2002, Intero Real Estate Services, Inc. è rapidamente diventato uno dei principali marchi immobiliari degli Stati Uniti. Nel 2004 Intero Franchise Services Inc. ha iniziato a lavorare in franchising e attualmente è attivo in molti degli stati occidentali. Nel 2009, Intero International Franchise Services, LLC si è lanciato nei territori in crescita della regione dell’Asia Pacifico, in Europa, Medio Oriente, Africa e le Americhe. Le società sono private e hanno sede principale nella californiana Silicon Valley.

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.

martedì 15 febbraio 2011

Franchising Zippo

Anche la prestigiosa azienda Zippo, leader nel mondo e da alcuni anni specializzata anche nel fashion attraverso la apertura di negozi in franchising di borse ed accessori, ha scelto S2F FRANCHISING per lo sviluppo dei propri negozi.
L'accordo è stato siglato pochi giorni fa e dal 2011 S2F FRANCHISING si occuperà dell'apertura di negozi in franchising di borse ed accessori anche per questo prestigioso marchio.
Zippo, vanta già aperture di rilievo, quale la stazione termini di Roma e due outlet, al Fashion District Valmontone e a Marcianise all'Outlet Mac Arthur & Glen.
Per questa primavera sono già previste aperture importanti nelle principali città italiane.
Le linee sono fresche e giovani, di taglio moderno ed alla moda. A completare le borse anche portafogli, portachiavi, cinture, portagioie, ombrelli, sciarpe e guanti e valigeria.
Quando si dice aprire un negozio in franchising di borse ed accessori, il connubbio s2f-franchising e Zippo è davvero la soluzione completa .

Franchising No+vello

La depilazione era, fino a poco tempo fa, una pratica costosa e dolorosa. Ecco una proposta alla portata di tutti. Anche come franchising.

È sbarcata di recente in Italia questa proposta di franchising.

Il suo nome è No+Vello, che si legge “no mas vello”(in italiano, “non più peli”): non è un caso, visto che la casa madre è spagnola.

No+Vello conta 926 centri aperti in 10 Paesi, e propone l’apertura di centri per la fotodepilazione a “luce pulsata intensa”. Si tratta di una tecnica di depilazione più moderna e meno dolorosa del laser, e con migliori risultati a lungo termine.

Rispetto al laser, la luce pulsata ha il grande vantaggio di risultare sostanzialmente indolore grazie al sistema di raffreddamento “sotto zero intenso”.

Un altro importante vantaggio è che, a differenza del laser, molto efficace solo in determinati casi, le apparecchiature a luce pulsata permettono di trattare un’ampia varietà di soggetti, offrendo trattamenti sicuri e personalizzati per ogni tipo di pelle e pelo.

Tra gli elementi innovativi della proposta vi è la “tariffa unica”: 36 euro per zona e seduta, tariffa unisex.

Dato che di norma servono fra le 4 e le 8 sedute per completare il trattamento, si tratta di un sistema più economico di quelli tradizionali e alla portata di tutti.

Stiamo infatti parlando di un mercato in crescita: studi di settore evidenziano che sempre più donne (l’80%) e uomini (il 50%) dichiarano di avere problemi di peluria indesiderata in varie parti del corpo.

La formula di franchising si adatta sia a chi possiede già un’altra attività sia a chi vuol partire da zero, a chi proviene dal settore dell’estetica ma anche a chi non ha esperienza.

L’investimento richiesto è di 36mila euro compresa fee d’ingresso, formazione, apparecchiature, prodotti, mobili, decorazioni e materiale operativo.

No+Vello continua la sua espansione in Italia, infatti dopo l’apertura dei primi 4 centri, tra gennaio e febbraio del 2011, aprirà altri 15 centri dislocati su tutto il territorio italiano.

Vantaggi del Franchising

Il principale pregio del franchising è di essere una formula “win win”, nella quale vince l’affiliante solo e se vincono i suoi affiliati.

La domanda:

Da anni osservo con attenzione la formula del franchising, cercando di capire quali opportunità possa offrire a un imprenditore che, come me, ha esperienza e risorse per avviare in maniera indipendente una nuova attività.

Resto del parere che il franchising possa dare qualche vantaggio esclusivamente a giovani inesperti e a neoimprenditori con modeste possibilità economiche.

Giovanni Bergognoni - Verona

La risposta del nostro esperto Luca Fumagalli:

Caro Lettore, il suo punto di vista rispecchia la forza e il limite dell’imprenditoria all’italiana, ovvero l’individualismo.

Il franchising è invece un sistema che si basa su una deliberata e trasparente collaborazione tra imprenditori che hanno gli stessi interessi.

Il suo principale pregio, nei casi di corretta applicazione, è di essere una formula “win win”, nella quale vince l’affiliante solo e se vincono i suoi affiliati.

L’imprenditore moderno cerca alleanze e ha l’umiltà di capire che il successo passa attraverso il saper fare bene la sua parte.

È a questo imprenditore moderno che si rivolgono i migliori franchisor, sapendo che cosa dare e che cosa chiedere in cambio.

Il franchising aggiunge all’imprenditoria tradizionale numerosi vantaggi: sperimentazione, diffusione e capitalizzazione dell’esperienza (know-how), migliore distribuzione dei ruoli, economie di scala nei rapporti con i fornitori, maggiori risorse nella ricerca e nello sviluppo, ricorso facilitato agli strumenti di marketing e ai mezzi di comunicazione più importanti.

Nel buon franchising, inoltre, l’affiliante non ha proprio nessun interesse a ingabbiare l’affiliato, mettendo in atto comportamenti che possano in qualche misura impedirne il successo.

L’affiliante è l’allenatore che dà le massime opportunità a chi comprende il gioco di squadra.

Tuttavia, come in ogni altra squadra, la qualità dei singoli resta determinante.

Nei casi in cui la capacità imprenditoriale del singolo si somma alla forza della Rete, i risultati sono di assoluta eccellenza.

Purtroppo la leggenda che continua inopinatamente a circolare, per cui il franchising sia roba per inesperti, disoccupati o mezzi imprenditori, ne ha rallentato lo sviluppo ed è risultata nociva per il sistema stesso e per le singole iniziative.

Ma, sia pur con grave ritardo, questa percezione sta cambiando ed è venuto il momento che entrino in pista gli imprenditori più in gamba.

Affiliazione in franchising

Affiliazione in franchising
Affiliazione commerciale che permette la creazione d'impresa, il contratto di franchising è un accordo tra produttore (che concede la commercializzazione dei propri prodotti a terze persone, nonché l'utilizzo del marchio e dell'insegna) e rivenditore, ossia l'affiliato.


Il primo, franchisor, si impegna nella fornitura di prodotti secondo la quantità richiesta (in molti casi contrattualizzata in misura minima o massima). Il franchisee si obbliga a promuovere ed eseguire le vendita nella zona assegnata; prestare assistenza (anche post-vendita) ai clienti; sottostare alle clausole dettate dal franchisor, da intendersi quali regole interne di organizzazione su modalità e prezzo di vendita dei prodotti.

Nella concessione di vendita è molto frequente la clausola "concessionario di vendita in esclusiva" a favore del venditore all'interno di un'area specificata.

Vantaggi del Franchising
La convenienza nell'avviare un'azienda in franchising? E' per entrambe le parti. Il produttore riesce a programmare la quantità di beni da produrre; a sviluppare una rete di distribuzione senza il rischio della distribuzione; a elaborare il piano di mercato dei propri prodotti (che i rivenditori dovranno incondizionatamente approvare e osservare) in tutti i particolari.

Dal canto suo, il rivenditore diventa sì imprenditore indipendente dal punto di vista giuridico ed economico ma può fare affidamento su marchio (già noto) e know-how del produttore (per questo motivo non è necessaria una particolare formazione o esperienza ma solo spiccate qualità personali e professionali).Il franchisee si presenta al pubblico con la stessa immagine imprenditoriale del produttore-brand, al punto tale che sovente il cliente finale equipara le due figure, riponendo la massima fiducia e fidelizzazione nel rivenditore affiliato, considerato come una sorta di filiale.

Costi di avvio franchising
Da preventivare prima di siglare un'affiliazione in franchising sono i costi di start-up. Primo fra tutti per l'affitto di locale ideoneo: solitamente, infatti, i franchisor richiedono locali costosi, ubicati in centro città o luoghi ad alta frequentazione come centri commerciali e aeroporti. Le spese per le attrezzatura IT(dotazione informatica e software), per la gestione commerciale e ovviamente per il personale.
A queste si aggiungono solitamente anche costi fissi da riconoscere al franchisor quali diritti d'ingresso o fee periodici, ossia una cifra fissa che l'affiliato versa al momento della stipula del contratto di affiliazione commerciale. Per royalties si intende poi la percentuale che l'affiliante deve riconoscere al franchisor commisurata al giro d'affare oppure in quota fissa.

sabato 12 febbraio 2011

Kikia franchising accessori conto vendita

Domande frequenti

1.Qual è la differenza fra strutture operative proprie e strutture operative affiliate?

Le strutture operative proprie sono dei punti vendita di proprietà di Kikia, sotto il suo diretto controllo e con personale alle sue dipendenze, mentre le strutture operative affiliate sono gestite dai partner di Kikia.

La differenza consiste nel fatto che nel secondo caso il gestore è un imprenditore che lavora in proprio, per se stesso, organizzando in piena libertà il suo tempo e le sue attività. È una persona che ha deciso di investire le proprie risorse ed energie nella realizzazione di un progetto: è animato da un proposito e Kikia gli offre gli strumenti per poterlo attuare.

2.Come mai indicate un requisito di almeno 20mq di superficie espositiva? Esiste una flessibilità nelle dimensioni richieste per il negozio?

Le dimensioni minime indicate sono quelle necessarie affinchè si riesca a disporre di uno spazio sufficiente per mostrare la merce alla clentela in modo efficace ai fini dell’acquisto: è difficile riuscire a vendere ciò che il cliente non può vedere!

Si tratta quindi di un requisito che influisce direttamente sulla qualità del vostro lavoro. Per questo la possibilità di flessibilità è relativa e dipende da diversi fattori, tra i quali la posizione del punto vendita. Richiedi una consulenza.

3.Come posso calcolare l’investimento iniziale necessario per aprire un nuovo negozio? Quanto sono indicativi i costi di allestimento che segnalate sul vostro sito?

Tutti questi dati vanno calcolati caso per caso perchè dipendono dalle condizioni in cui si trova il locale da adibire a negozio e dai lavori necessari prima della sua apertura. Per questo Kikia mette a vostra disposizione i suoi esperti a cui potrete chiedere una consulenza.

4.Perché non specificate una stima di fatturato annuo previsto?

Non è possibile indicare dei dati validi in generale. Le effettive prospettive di fatturato vanno calcolate sullo specifico punto vendita perchè variano in base alle caratteristiche peculiari del vostro negozio (struttura, alestimento, ubicazione, costi di gestione…).

5.Cosa significa zona in esclusiva?

È la possibilità di essere l’unico rivenditore Kikia in una determinata città. Viene accordata se sussistono certe condizioni che vi potranno essere chiarite dai nostri esperti. Chiedi una consulenza.

6.Come avviene la fatturazione da parte di Kikia?

Viene effettuata ogni settimana sul venduto.

7.Che genere di assistenza ottengo?

Kikia offre assistenza a più livelli:

- valutazione del punto vendita: analisi del mercato, business plan, scelta dell’allestimento;

- predisposizione di un progetto di allestimento completo del punto vendita;

- possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo, prima della stipula del contratto;

- nel corso dell’anno, pianificazione della pubblicità a livello nazionale e locale;

- progettazione di campagne di promozione su punto vendita;

- ritiro della merce invenduta a fine stagione;

8.Posso usare i miei fornitori per l’allestimento?

Kikia offre un progetto di allestimento completo indicando una serie di fornitori di comprovata qualità ed efficienza. Se preferite potete rivolgervi ai vostri fornitori di fiducia a condizione che essi si attengano alle linee guida estetiche, qualitative e funzionali indicate da Kikia.

9.Posso seguire degli stage formativi?

Kikia offre a tutti i suoi futuri affiliati la possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo, prima della stipula del contratto.

10.I costi di formazione sono inclusi?

Sì, Kikia offre ai suoi partner affiliati la possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo e si occupa, inoltre, della formazione del loro personale.

11.Qual è la proposta di franchising che fa a caso mio?

Grazie al franchising vi si apre la strada per concretizzare il vostro desiderio imprenditoriale. Affinchè il vostro progetto abbia successo è importante che scegliate in modo consapevole il franchisor a cui affidarvi e per trovare quello che fa al caso vostro dovete, innanzitutto, valutare attentamente i vostri interessi e le vostre attitudini.

In tutti i settori sono presenti proposte che funzionano. Individuato l’ambito adatto, sono tanti gli elementi da valutare nella scelta del franchisor, ad esempio l’idea imprenditoriale, i valori, il know-how, la struttura organizzativa e di supporto, la possibilità di formazione, la redditività finale.

12.Perchè non indicate dei dati di fatturato medio per punto vendita?

Il fatturato medio è un’astrazione statistica, che non aiuta a valutare le effettive prospettive di ricavo del punto vendita che sei interessato ad aprire. Il dato più importante da sapere è il punto di pareggio (break even point), che deve essere calcolato caso per caso.

13.Qual è il mio punto di pareggio e quanto tempo sarà necessario per raggiungerlo?

Dipende da costi e fatturato, e potrà essere calcolato solo con una valutazione su misura basata sulle caratteristiche peculiari del vostro negozio (struttura, alestimento, ubicazione, costi di gestione…). Il nostro staff per lo sviluppo commerciale è a vostra disposizione proprio per assistervi nello sviluppo di un business plan che tenga conto di tutte queste variabili.

14.Quanto personale mi serve per la gestione del negozio?

In genere è sufficiente la presenza di una persona a tempo pieno affiancata da una che lavori part-time nei periodi di maggiore affluenza (weekend, festività…).

Questo dato può variare in base alle caratteristiche del negozio, infatti una struttura ben studiata e un adeguato allestimento possono permettere un alto grado di efficienza anche con un personale ridotto.

15.Ho letto che avete predisposto un progetto di allestimento completo del punto vendita: quanto conta l’allestimento sul rendimento di un negozio?

Conta moltissimo, per due ragioni: innanzitutto un negozio ben strutturato riduce il numero di personale necessario e di conseguenza diminuisce le spese di gestione, inoltre la studiata disposizione di ogni singolo elmento di arredo permette di esporre la merce nel modo più efficace: ricordate che è difficile riuscire a vendere ciò che il cliente non può vedere!

venerdì 11 febbraio 2011

Franchising; A giugno 2012 il primo Hampton by Hilton in Italia

Aprirà a giugno del 2012 il primo Hampton by Hilton in Italia: lo ha annunciato oggi a Milano Alan Mantin, senior development director Southern Europe & Africa Hilton Worldwide. Sorgerà nel distretto direzionale di Genova Ovest e a poca distanza dall'aeroporto. Sarà gestito in franchising da Origo Srl/Akus Hotel Management. "L'Italia è un Paese strategico per lo sviluppo di marchi internazionali - ha detto Mantin -. La presenza di marchi internazionali è inferiore alla media europea e questa percentuale si abbassa molto rispetto ai competitor europei per quanto riguarda la fascia del mid market". L'Hampton by Hilton che debutterà in Italia si aggiunge ai 9 già aperti in Europa: 8 in Gran Bretagna e uno a Berlino. Diciotto strutture sono già in pipeline in Europa, fa sapere Mantin, tra Gran Bretagna, Inghilterra, Italia, Germania e Russia.

Incremento catene in Franchising: Crisi economica e brutto tempo Nei mercati affari in calo: -20%

Crisi economica, brutto tempo, concorrenza crescente della grande distribuzione e delle catene in franchising hanno reso la vita difficile agli ambulanti bergamaschi. Lo sottolinea l'associazione Anva Confesercenti, che registra fino al 20 per cento di perdite nel corso del 2010.

«Il brutto tempo ci ha danneggiato - spiega il presidente Giulio Zambelli – un operatore che ha in media cinque mercati settimanali, quindi circa 250 giorni lavorativi annuali, ne ha persi commercialmente oltre 50 a causa di pioggia e freddo che hanno segnato gran parte dell'anno».

Non solo, Cesare Rossi, di Confesercenti, sottolinea che la percentuale di ricavo sui prodotti si è notevolmente ridotta per favorire gli acquisti e, al tempo stesso, per mantenere la qualità.

Sono lontani i tempi in cui i cinesi compravano in contanti le piazzole del mercato della Malpensata. Oggi molti di loro hanno già chiuso bottega a causa dei pochi affari. Eppure sono passati solo due, tre anni. Insomma, ce n'è abbastanza per non dormire sonni tranquilli.

Eppure «il mercato non è morto, anzi, è vivo più che mai. E perché no, sempre più multietnico – spiega Mauro Dolci, presidente dell'associazione Fiva Ascom –. Per l'italiano come per lo straniero, il problema è quello di garantire qualcosa in più. Nel caso dei mercati, spesso, il valore aggiunto è dato dalla capacità di mantenere rapporti esclusivi con i clienti, da quella insostituibile funzione aggregativa che ha il mercato in sé».

Nasce UBIK srl, un nuovo modello di Libreria in franchising

Il 2011 si apre all’insegna di nuove sfide per ubik, il retail in franchising del Gruppo Giunti & Messaggerie.


Il 2011 si apre all’insegna di nuove sfide per il retail in franchising del Gruppo Giunti & Messaggerie. Il 3 gennaio è stata infatti costituita, con scissione da Fastbook spa, la nuova Società UBIK srl che si posiziona autonomamente tra le attività della Holding.
“Partiamo con 23 punti vendita consolidati e di ottima immagine. La nostra mission perseguirà e rafforzerà l’idea di aprire librerie di qualità che siano protagoniste culturali nella città in cui si insediano, con obiettivi ben chiari per gli Affiliati e per la nostra Azienda – dichiara Roberto Tattini, AD della nuova società –.
Le nostre previsioni – continua - motivate da un primo lavoro di scouting di due eccellenti professionisti dedicati allo Sviluppo, sono quelle di aprire ad insegna UBIK un numero importante di Punti Vendita ambendo, entro il prossimo triennio, ad una posizione di riferimento nel franchising librario italiano. Ubik è modello di libreria indipendente di sicuro appeal, supportato da un know how pragmatico ed efficiente, da assortimenti ampi e profondi, dalla professionalità dei nostri librai, dai servizi esclusivi Fastbook (azienda leader in Italia nella distribuzione all’ingrosso con un assortimento costante di oltre 150.000 titoli).
Ubik si propone come un vero - ed unico - modello alternativo di aggregazione, dove i suoi Affiliati sono i protagonisti non solo nella propria libreria ma nell’insieme delle logiche dell’Azienda.
Ci rivolgiamo quindi prevalentemente ad imprenditori dinamici che abbiano una visione moderna dell’attività libraria e contemporaneamente siamo molto disponibili nel valutare proposte di librai indipendenti radicati sul territorio che desiderano crescere migliorando il proprio business in termini di qualità e redditività”.

Franchising; il marito in affitto. Se il marito latita c'è quello in affitto Il 35enne Piva: «Sistemo tutto io»

BOLZANO VIC. L'originale professione del 35enne Gianluca Piva. Le chiamate arrivano da anziani e donne ma anche da negozianti. Tapparelle da aggiustare e tv digitali da regolare fra le richieste


Il marito in affitto vi soccorre anche nella sintonizzazione del digitale
Bolzano Vicentino. Nome Gianluca, cognome Piva, professione... marito in affitto. Non lasciatevi ingannare dal nome. Quello di Gianluca è un lavoro in piena regola . Trentacinquenne di Bolzano Vicentino, sposato con Francesca e padre di tre gemelline, Gianluca Piva è uno dei tanti mariti in affitto che popolano la Penisola e che hanno deciso di sposare (giusto per restare in tema) l'idea nata oltre tre anni fa da Gian Piero Cerizza: "Il Marito in Affitto", appunto, un marchio che col tempo è diventato una società in franchising conosciuta in tutta Italia. Marchio che da circa un anno è sbarcato anche nel vicentino, proprio grazie a Gianluca. «Sono venuto a conoscenza di questa realtà tramite un programma televisivo - spiega -. Un paio di anni dopo, complice anche la crisi che aveva colpito un po' tutti i settori, stavo pensando ad un modo per arrotondare, ho visto la possibilità del franchising su ilmaritoinaffitto.it ed è iniziata questa avventura».
Ma chi è realmente il marito in affitto? Gianluca sintetizza così la risposta: «Una persona che fa dei piccoli favori alla gente, contribuendo in qualche modo a rendere migliore la vita degli altri».
Dalla lampadina che non funziona al cancello da riverniciare, dalla tapparella che non ne vuol più sapere di salire alla siepe da tagliare. Piccoli lavori domestici, insomma, che i mariti di oggigiorno, là dove ci sono, non possono (o spesso non vogliono) fare. «Seguivo, e lo faccio tutt'ora, uno studio di progettazione meccanica, ma ho sempre avuto una particolare predisposizione per i lavori manuali e così ho deciso di fare di una passione un lavoro. Alla fine mi occupo di un po' di tutto, compresi servizi alla persona, come accompagnare qualcuno all'ospedale, in ferie o eseguire piccoli traslochi».
Buona parte dei clienti di Gianluca sono donne che vivono sole, ma al suo cellulare arrivano anche chiamate da famiglie, anziani e pure uffici ed esercizi commerciali. L'affidarsi ad un marito in affitto costa all'incirca 20 euro all'ora, ma al di là del guadagno quello che preme sottolineare a Gianluca è il rapporto di estrema fiducia che si crea con i clienti. «Diventi un vero e proprio punto di riferimento - precisa - ti chiamano anche per un consiglio. E poi il sorriso che ti regalano quando hai finito è impagabile».
Tra gli interventi più gettonati c'è sicuramente il cambio della cinghia delle tapparelle, anche se un vero e proprio boom di lavoro si è verificato in concomitanza con l'avvento del digitale terrestre. Ma, come da copione, non sono mancate le richieste bizzarre: «Come il classico doppio senso, con la cliente di turno che mi ha chiesto se poi andavo a cena con lei». Richieste prontamente rispedite al mittente. Per la gioia della moglie Francesca, che ha sempre supportato la scelta del marito. «L'idea mi è piaciuta subito - spiega - e devo dire che da quando ha intrapreso questa attività lo vedo anche più soddisfatto»

Il settore dell'Intimo si sviluppa in Franchising da due decenni, il feeling continua.

Tra i settori che recentemente anche nel Franchising hanno vissuto una forte crisi non risulta essere coinvolto l'abbigliamento Intimo, da due decenni in espansione in Italia

L’Osservatorio InfoFranchising.it ha recentemente creato un rapporto del settore dell’Intimo per descrivere come questo settore si è sviluppato in Italia nell'ultimo decennio.
Tra i nomi storici del mercato dell’intimo è d’obbligo ricordare i marchi “Calzedonia” ed “Intimissimi” che dopo una capillare diffusione in Italia si sono presentati anche in Europa ma il mercato è ora molto ampio ed i marchi più presenti sul territorio sono quelli di “Yamamay”, “Parah”, Lò by Lovable” ed anche “Liguero” . Alcuni format invece si sono differenziati ed hanno proposto delle aree di intimo all’interno di negozi che trattano dalle calzature agli accessori."
“Si può scegliere in tanti modi – sottolinea l’Osservatorio InfoFranchising.it – la scelta può essere fatta sia sulla base della propria predisposizione al lavoro che sull’effettivo investimento economico necessario alla realizzazione dell’impresa. E’ quindi importante avere le informazioni da più di un marchio, comparare le opportunità con un consulente e quindi pianificare l’avvio dell’attività. Per avere una completezza di informazioni si può iniziare dalla Categoria Abbigliamento Intimo in Franchising del portale specializzato InfoFranchising.it, chiedere di ottenere informazioni personalizzate è il primo passo. La giusta valutazione è sicuramente la scelta vincente.”
La via del Franchising è sempre costellata da casi di successo che , alle volte, oscurano insuccessi. E’ sempre necessaria quindi una grande attenzione nella valutazione dell’offerta presentata.
Per un imprenditore che volesse dedicarsi al settore dell’intimo come idea d’impresa è quindi necessario fare adeguate riflessioni poiché i parametri possono variare in maniera sensibile da marchio a marchio e, di conseguenza, le aspettatite di rientro dall'investimento.

Franchising: Preca Brummel: Da oggi le mamme sono imprenditrici "Doc"

Il progetto "mamme fanno impresa" nasce anche per Bimbus per dare un futuro alle neo mamme


.
Nasce da un'idea che nel mondo ha già dato segnali di successo e si chiama MAMME FANNO IMPRESA, lanciata dal gruppo Preca Brummel che in Franchising rappresenta i marchi BRUMS e BIMBUS.



L'iniziativa - dichiara Carola Prevosti, Direttore Generale del Gruppo Preca Brummel - ha un duplice obiettivo: da un lato aiutare donne qualificate e motivate a rientrare, o a trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro e dall’altro aiutare le aziende a capire e a cogliere i vantaggi, anche economici, del lavoro flessibile, fornendo ad entrambi servizi di recruitment e consulenza specializzati. abbiamo previsto incentivi e soluzioni di varia natura: dalla borsa di studia per il bambino che lo accompagnerà fino all'Università al tempo per la mamma che potrà dedicare al suo bambino , pur mantenendo l'attività lavorativa con il suo nuovo negozio"



Partito a marzo 2010 come progetto pilota in Lombardia, nella prima fase Moms@Work si è concentrato nella creazione di una banca dati di profili di professioniste qualificate, di cui più della metà in possesso di una laurea, un’esperienza professionale media di circa dieci anni e per la maggior parte provenienti dall’area amministrativa, dal marketing e dal product management; complessivamente i curricula raccolti finora sono stati oltre 3.500.



MAMME FANNO IMPRESA è uno dei progetti principali dell’azienda per il 2011 volto ad aumentare i punti vendita in franchising dei marchi BRUMS (220 negozi monobrand e 600 multimarca ad oggi su tutto il territorio nazionale) e BIMBUS (100 negozi monobrand e 400 multimarca).

Le mamme che fossero interessate a capire come poter diventare "imprenditrici mamme in Franchising" si possono rivolgere direttamente ai marchi BIMBUS e BRUMS per capire come realizzare il proprio sogno.

giovedì 10 febbraio 2011

Franchising: SNAIDERO SI AGGIUDICA TRE NUOVI PROGETTI IN INDIA

Snaidero consolida la propria presenza nel segmento del contract con la fornitura di oltre 850 cucine che verranno installate in importanti aree residenziali a Nuova Delhi e a Bangalore.


Milano, 09/02/2011 (informazione.it - comunicati stampa) L’India rappresenta sicuramente una delle future potenze economiche più importanti, caratterizzata da una nuova e sempre maggiore sensibilità nei confronti del design e del lusso in genere. Per questa ragione Snaidero, attraverso due showroom a Bangalore e New Delhi, inaugurati tra il 2008 e il 2010, ha iniziato, in collaborazione con la società partner NestLinks, a creare la propria notorietà, sviluppando importanti relazioni con architetti e costruttori. Dal punto di vista dello sviluppo “residenziale”, oltre ad un crescente sviluppo di abitazioni di lusso, in India si stanno contemporaneamente creando delle vere e proprie “new town”, dedicate alla nuova “middle class”.
In questi ultimi mesi, Snaidero si è aggiudicata tre importanti progetti residenziali, uno a New Delhi e due a Bangalore, per l’installazione di oltre 850 cucine, di cui circa 720 in consegna nel 2011.
Per il progetto di New Delhi, denominato Exotica è stato scelto il modello Sistema Zeta, mentre in quelli di Bangalore, denominati Brigade Petunia e Oakville, verranno installati i modelli Certosa ed Idea, oltre a Sistema Zeta.
Con questi contract Snaidero conferma ancora una volta la propria vocazione di azienda esportatrice del design Made in Italy nel mondo grazie a cucine d’alta qualità. L’adattabilità dei prodotti alle esigenze dei singoli progetti, un servizio dedicato per portare avanti efficacemente gli ordini, rispetto dei tempi di consegna e rapida assistenza post-vendita: questi i punti critici cui guardano i prospect in fase di scelta del fornitore e questi gli obiettivi che Snaidero si pone quotidianamente nell’approcciarsi al mondo del contract.



IL GRUPPO SNAIDERO
Snaidero è la capogruppo di Snaidero Group, che, nel panorama internazionale, è attivo in diverse linee di business: RETAIL, FRANCHISING e BUSINESS TO BUSINESS.

Lavoro: 350 consulenti immobiliari e 50 titolari di filiale cercansi per Remax Italia continua su: http://job.fanpage.it/lavoro-350-consulenti-immobi

Re/Max Italia conta oggi più di 1400 consulenti immobiliari e circa 200 agenzie affiliate e, per continuare a far crescere questi numeri, ha deciso di proseguire ad offrire altre possibilità di lavoro nel 2011. Questa azienda, che rappresenta la filiale italiana della Re/Max, network di franchising immobiliare internazionale, cerca quest’anno ben 450 giovani da assumere come consulenti immobiliari nel territorio nazionale.

Oltre ai consulenti, inoltre, la Re/Max Italia offre lavoro anche ai dirigenti per ben 50 titolari di nuove filiali, al fine allargare ulteriormente la rete dell’azienda sul tessuto nazionale. Tutti i candidati, inoltre, verranno introdotti in un percorso formativo se sprovvisti di esperienza nel settore immobiliare.



continua su: http://job.fanpage.it/lavoro-350-consulenti-immobiliari-e-50-titolari-di-filiale-cercansi-per-remax-italia/#ixzz1DZ8jHb3E
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Franchising; Fare impresa come alternativa al lavoro dipendente

Il rapporto ISTAT ISTAT Noi Italia pubblicato nei giorni scorsi evidenzia come il tasso di imprenditorialità nel nostro Paese sia 3 volte superiore alla media europea. Perchè? La causa è il basso tasso di occupazione.
La disoccupazione, infatti, è il movente che conduce sempre più i giovani a fare piccola impresa: in Italia, in effetti, si riscontrano 7 imprese ogni 100 abitanti. Il neo-imprenditore deve però fare i conti con una realtà nuova e sconosciuta, un percorso che, per certi versi, è anche ostile e faticoso soprattutto se si guarda alle tasse e alle burocrazia.

Di contro, i fattori che determinano il successo sono parecchi e non sotto-valutabili: motivazione, attitudine personale, capacità professionale, conoscenza del mercato nonché mezzi finanziari e investimenti.
Non esistono attività con un rischio d’impresa pari a zero, tuttavia occorre tenere bene a mente che maggiore è il rischio che si affronta più alti saranno i risultati, e quindi gli utili.
Per cominciare, dunque, il neo-imprenditore dovrà individuare la migliore iniziativa imprenditoriale, con lo scopo di minimizzare al massimo il rischio d’impresa.
La percentuale di fallimento è decisamente maggiore all’avvio dell’attività, poiché il manager dovrà imparare a competere sul mercato e quindi a fronteggiare la concorrenza che, in molti casi, si rivela più spietata di quanto si possa immaginare.
Giorno dopo giorno il neo-imprenditore imparerà a prevenire errori e a conquistare successi ottenendo lentamente risultati sempre più soddisfacenti.
La prima esperienza imprenditoriale può essere la distribuzione. L’imprenditore acquisterà prodotti direttamente dal produttore e li rivenderà al consumatore finale senza apportare alcuna modifica al prodotto stesso, ma semplicemente incrementando il prezzo di una percentuale, definita margine, che rappresenta il proprio profitto.
L’impresa sarà legata al proprio fornitore da un contratto di vendita e la proprietà dei beni passa al momento del pagamento della fattura. L’impresa potrà scegliere di avere più fornitori anche contemporaneamente.
Altra opportunità da non sottovalutare è la cessione d’azienda, ossia acquistare un’azienda già operativa e messa in vendita dal titolare. L’Italia è terreno fertile per la compravendita delle aziende e di esercizi commerciali quali bar, piccoli negozi, pizzerie e così via.
In altri casi ancora, è possibile affiliarsi in franchising, un’opportunità di fare impresa molto interessante che permette di ridurre al massimo il rischio d’impresa e al contempo offre la migliore possibilità di successo anche grazie al passaggio di know-how dal franchisor al franchisee nonché alla formazione continua fornita all’affiliato.
Le predette soluzioni non devono per forza essere alternative ma possono essere sfruttate anche parallelamente. E’ possibile, infatti, che il neo-imprenditore voglia ampliare la gamma di prodotti da vendere ritagliando un angolo del proprio negozio da dedicare ad un brand noto. In tal caso si parla di corner in franchising. E’ questa un’attività fortemente sviluppata in America ma ancora in fase embrionale in Europa.

Franchising; Convention di successo per Color Glo

Lo scorso 4 e 5 febbraio 2011, nell’incantevole scenario della costiera amalfitana, si è tenuta la quarta convention della Color Glo, marchio in franchising leader nel settore della colorazione, rigenerazione e ripristino di interni in pelle, tessuto, plastica e alcantara.
In occasione del meeting è stato presentato il piano di sviluppo annuale ed il nuovo staff aziendale. Gli affiliati hanno seguito interessanti corsi di aggiornamento tecnico full immersion tenuti da formatori Color Glo con una pluriennale esperienza nel settore.
Diverse le novità proposte in ambito tecnico, commerciale e strategico.
A conclusione dei lavori si è tenuta la consueta cena sociale che ha visto protagonisti i tradizionali sapori del territorio e l’entusiasmo degli affiliati.
Per maggiori info visitate il sito www.colorglo.it, o chiamate al numero verde 800 973305.

Allarme parafarmacie: in 5 mila rischiano lavoro

Allarme delle parafarmacie: cinquemila farmacisti che in questi anni hanno trovato lavoro grazie a questa esperienza rischiano di ritrovarsi senza un'occupazione. Lo sostiene Lino Busa', responsabile della Federbiomedica, che ha al suo interno anche l'Associazione nazionale delle parafarmacie Anpi-Confesercenti.

Sotto accusa l'emendamento Pdl al Milleproroghe, decreto all'esame oggi del Senato, che prevede la sospensione delle aperture delle parafarmacie. Ma questo, sostiene Busa', e' solo uno degli ultimi atti ''Fin dall'inizio questo governo - lamenta - ha cercato di cancellare l'esperienza delle parafarmacie, c'e' stata un'ostilita' e noi siamo fortemente preoccupati''. Una questione su cui nei giorni scorsi e' intervenuta anche l'Antitrust, in una segnalazione a Governo e Parlamento. La stretta sulle parafarmacie, secondo l'Autorita', ''si traduce nella protezione di reddito delle farmacie gia' presenti, il cui numero in larga parte dei comuni italiani, e' peraltro inadeguato a soddisfare le esigenze dei cittadini''.

Eppure il bilancio e' stato positivo, commenta ancora Busa'. ''Basta guardare ai numeri - sostiene -: 3.400 sono le autorizzazioni richieste al ministero della Sanita', che rappresenta il primo passo per aprire poi una parafarmacia. Quelli che esercitano sono 3.200, di cui il 30% sono corner nella grande distribuzione oppure catene in franchising. Il restante 70% sono negozi di vicinato.

Cinquemila farmacisti hanno oggi un'occupazione grazie all'esperienza delle parafarmacie e molti sono giovani che hanno investito nei risparmi di famiglia. Considerando che il mercato per l'accesso alle farmacie e' chiuso, la stragrande maggioranza non trova lavoro o fa il commesso nelle farmacie. Per questo le parafarmacie sono state un'opportunita'.

Il trend di crescita per i cosiddetti negozi di vicinato e' stato di 600/700 attivita' l'anno. Questo malgrado l'insicurezza sul settore''. Busa' tiene anche a sottolineare come tutti i farmacisti di parafarmacie sono laureati in Farmacia e iscritti all'ordine. Complessivamente all'ordine sono iscritti circa 65/68 mila farmacisti: i titolari di farmacie sono solo 15 mila, considerando anche le farmacie comunali. ''Perche' costa milioni comprare una licenza. E poi di solito si tramanda da padre a figlio'', rileva. Busa'. Quanto agli sconti, riferisce ancora, sono stati nell'ordine dell'8,3% sui farmaci da banco e per l'automedicazione. E questo ha fatto si', dice, che anche le farmacie abbassassero i prezzi.

La passione per giochi e scommesse unisce l’Italia. Idee per mettersi in proprio in franchising?

L’Italia è diversa in tradizioni, in dialetti, in pasta e vino ma, dal Nord al Sud, una caratteristica la unisce : la passione per il gioco e le scommesse.

“Mettersi in proprio in questo settore è una scelta degli ultimi anni – segnala l’Osservatorio InfoFranchising.it – è diventata una nuova opportunità imprenditoriale che comporta vari aspetti. Ci sono rischi ed opportunità, come sempre avviene nell’impresa, ma per questo settore c’è sicuramente l’esigenza di approfondire la conoscenza del mercato perchè il fenomeno è estremamente recente”

Recente ma di successo, come dimostrano i dati, in Italia infatti il mercato delle scommesse, e delle scommesse sportive, è in costante crescita. I numeri parlano chiaro, già nel 2009 si è parlato di un giro d’affari nel mercato delle scommesse pari a 52-53 miliardi di euro, nel 2010 i dati si sono ulteriormente dimostrati positivi mentre l’economia generale era negativa.

“L’Italia è una nazione che si unisce in giochi e scommesse – continua la nota di InfoFranchising.it – ed ora insieme a giochi tradizionali quali Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci, ci sono anche i giochi online e le scommesse sportive che si possono anche aprire in attività imprenditoriali”

Non tutte le opportunità però sono attualmente dei contratti di “Franchising”. Altre modalità, sempre legali, possono essere utilizzate per avviare un accordo scritto che possa poi tramutarsi in una idea d’impresa. Nei settori emergenti i è bene valutare sempre con attenzione le caratteristiche del contratto e predisporre un business plan prima di avviare l’impresa.

InfoFranchising.it ha i dati di alcune opportunità di Franchising di Scommesse con tutte le informazioni per l’investimento, sul mercato ci sono comunque anche altre opportunità meno note ma che operano sul mercato nazionale

La passione per giochi e scommesse unisce l’Italia. Idee per mettersi in proprio in franchising?

L’Italia è diversa in tradizioni, in dialetti, in pasta e vino ma, dal Nord al Sud, una caratteristica la unisce : la passione per il gioco e le scommesse.

“Mettersi in proprio in questo settore è una scelta degli ultimi anni – segnala l’Osservatorio InfoFranchising.it – è diventata una nuova opportunità imprenditoriale che comporta vari aspetti. Ci sono rischi ed opportunità, come sempre avviene nell’impresa, ma per questo settore c’è sicuramente l’esigenza di approfondire la conoscenza del mercato perchè il fenomeno è estremamente recente”

Recente ma di successo, come dimostrano i dati, in Italia infatti il mercato delle scommesse, e delle scommesse sportive, è in costante crescita. I numeri parlano chiaro, già nel 2009 si è parlato di un giro d’affari nel mercato delle scommesse pari a 52-53 miliardi di euro, nel 2010 i dati si sono ulteriormente dimostrati positivi mentre l’economia generale era negativa.

“L’Italia è una nazione che si unisce in giochi e scommesse – continua la nota di InfoFranchising.it – ed ora insieme a giochi tradizionali quali Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci, ci sono anche i giochi online e le scommesse sportive che si possono anche aprire in attività imprenditoriali”

Non tutte le opportunità però sono attualmente dei contratti di “Franchising”. Altre modalità, sempre legali, possono essere utilizzate per avviare un accordo scritto che possa poi tramutarsi in una idea d’impresa. Nei settori emergenti i è bene valutare sempre con attenzione le caratteristiche del contratto e predisporre un business plan prima di avviare l’impresa.

InfoFranchising.it ha i dati di alcune opportunità di Franchising di Scommesse con tutte le informazioni per l’investimento, sul mercato ci sono comunque anche altre opportunità meno note ma che operano sul mercato nazionale

Ucraina retail: Fiera del Franchising a Kiew

BRD Consulting e Euroindex Ltd. sono liete di mettere a disposizione la loro sinergia per tutti quelli che desiderano partecipare al Franchising Expo-Ukraine


Sottoscritta una partnership tra BRD Consulting, società di consulenza italiana specializzata nello sviluppo retail e franchising, e Euroindex Ltd., società ucraina leader tecnologico nel settore fieristico ucraino.
Le due società, partner nella realizzazione del Franchising Expo-Ukraine, fiera che si terrà a Kiew dal 22 al 25 Febbraio, sono liete di mettere a disposizione la loro sinergia per tutti quelli che desiderano partecipare all’evento.
Euroindex Ltd. è inoltre membro delle più autorevoli organizzazioni internazionali: The Global Association of the Exhibition Industry (UFI) e The CENTREX International Exhibition Union.

Se sei interessato e vuoi partecipare e/o vuoi ricevere maggiori informazioni scrivi a info@brdconsulting.it

Franchising: Fill Up; La passione di rigenerare

Millionare: Parola all'affiliato e la replica del franchisor. Fill Up laboratori di rigenerazione cartucce da stampa.
L’apertura di un laboratorio Fill Up gli ha permesso di realizzare tre sogni: autonomia, soddisfazione sul lavoro e desiderio di contribuire alla salvaguardia ambientale.
La storia di Paolo Paganini è un tipico esempio di come si può cambiare vita senza traumi troppo dolorosi.
Ingredienti della ricetta: un po’ di buonsenso, idee chiare, voglia di toccare con mano i risultati del proprio lavoro e, naturalmente, un pizzico di inclinazione alle sfide.
A 42 anni, dopo una lunga esperienza nel campo dei “contact center integrati” (servizi alle aziende di interfaccia con la clientela, come call center, ma non solo), e aver centrato obiettivi importanti, tra cui l’attivazione del primo servizio bancario di questo tipo, approda alla rigenerazione di cartucce per stampanti.

Come? «Un po’ per le difficoltà del settore in cui lavoravo, un po’ perché avevo voglia di una nuova sfida, ho iniziato a sondare Internet per trovare qualcosa che facesse al caso mio.
Quasi per caso ho incontrato le proposte di Fill-Up, che mi sono subito sembrate interessanti».
Il laboratorio di Paolo Paganini si trova nei pressi della stazione ferroviaria di Monza e non è un negozio in senso classico.
Nel senso che è collocato in un interno e ci si va solo se lo si conosce.
«In realtà – prosegue – anche se la mia attività principale è la rigenerazione, non mi occupo solo di questo, ma anche di commercio di materiali originali e di forniture per uffici in genere.»
Uno degli aspetti più interessanti del suo racconto è però la motivazione che lo ha spinto verso Fill Up: «Su una cosa non avevo dubbi: volevo a tutti i costi conservare la mia indipendenza e la massima autonomia gestionale.
Mi è bastato un piccolo approfondimento per notare che questa proposta di rigenerazione di cartucce per stampanti poteva avere le caratteristiche giuste.»
Per capire meglio, ricordiamo che Fill-Up propone sia l’apertura di punti vendita in franchising sia partnership dedicate all’avvio di laboratori. È parlando del perché della scelta specifica di questo settore che si illumina, «Ho sempre desiderato “muovere le mani”, fare un lavoro di tipo artigianale in cui è possibile vedere subito i risultati.
Uno di quei lavori in cui si capisce al volo se il lavoro che si è fatto è ben riuscito e questo dà una soddisfazione che difficilmente si ottiene con le tipiche attività da ufficio».
E questo è un lavoro che lo permette?
«Certo. Molto spesso i clienti lamentano di aver acquistato un “prodotto compatibile” già pronto e di aver ottenuto come risultato la rottura della stampante. Con noi non capita. Non ci limitiamo a ricaricare, per esempio, un toner per stampante laser, ma facciamo una vera manutenzione: la smontiamo, la puliamo, sostituiamo le parti usurate.
Quando la riconsegniamo siamo sicuri che non solo funzionerà bene, ma anche che non farà danni.» Ma c’è di più. Paolo è anche convinto di contribuire, nel suo piccolo, alla salvaguardia dell’ambiente e che il potenziale di mercato sia molto grande.

«È un peccato che a volte la burocrazia ci sia di ostacolo anziché di aiuto. Il nostro è un lavoro che permette di togliere dalle discariche tonnellate di materiale.
Ormai chi non ha una stampante? E chi non ha, specie a livello domestico o di piccolo ufficio, il problema di come smaltire le cartucce esaurite? Senza contare, ovviamente, il risparmio economico, che potrebbe essere non solo individuale, ma avere dimensioni sociali ben più ampie.
Se ho un sogno, è quello che di questi problemi si parli molto di più, e che qualcuno faccia qualcosa, anche a livello normativo, per favorire questo circolo virtuoso».
E com’è andata con il franchisor?
«Direi piuttosto bene. Dal primo contatto, nell’ottobre del 2009, all’installazione delle apparecchiature sono passati meno di cinque mesi, durante i quali ho potuto seguire i corsi di formazione: a marzo di quest’anno ero sostanzialmente pronto a partire.
E sono soddisfatto anche dell’assistenza, che mi ha aiutato e mi segue in modo efficace».
3 note positive sul franchisor
Buona qualità del materiale
Assistenza competente, rapida ed efficace
Ottimo supporto anche nella fase di avvio
3 note critiche
Poca disponibilità di prodotto originale in pronta consegna
Alto costo materiale per la rigenerazione
Sito istituzionale poco interattivo
La replica del franchisor
Paride Petrone, presidente Fill-Up

Sulla prima critica c’è un fondamento di verità.
Il nostro magazzino ha in giacenza, per le richieste dei nostri partner, una discreta quantità di cartucce originali fra le più diffuse nel mercato, ma certamente non tutte.
Il core business di Fill-Up non è quello di fornire prodotti originali, bensì prodotti rigenerati, altrimenti verrebbe meno la nostra caratteristica di rigeneratori.
Per necessità più specifiche, ai nostri clienti vengono forniti, fin dall’inizio dell’attività, indirizzi di fornitori convenzionati, in modo da far risparmiare l’affiliato.
Il costo della materia prima è altalenante: esso risente del rapporto dollaro-euro cui esso è sottoposto, trattandosi per la maggior parte di prodotti importati dall’area dollaro.
Per quanto riguarda la fornitura delle polveri di toner, stiamo procedendo all’imbottigliatura diretta (con la nostra macchina Tonerfill all’uopo progettata), in modo da poter praticare prezzi più bassi acquistando materia prima sfusa.
La nostra volontà è quella di praticare prezzi sempre più concorrenziali, individuando volta per volta sul mercato prodotti affidabili nell’ottica del rapporto qualità/prezzo, per dare ampio margine di guadagno ai nostri affiliati.
Per quanto riguarda il sito, all’inizio del 2011 sarà posto on line completamente nuovo.
Esso è stato progettato tenendo conto delle critiche e delle idee che ci sono pervenute dai nostri partner e dei nuovi dettami della comunicazione on line.
Vi troverà spazio un’interessante area riservata, dove i nostri affiliati troveranno schede tecniche e istruzioni per la rigenerazione delle cartucce e dove potranno depositare le proprie richieste, che saranno puntualmente soddisfatte dai nostri tecnici.Franchising Fill Up:

Salone “low cost” per il franchising

Al PiacenzaExpo, in programma il prossimo 28 e 29 maggio, ci sarà una nuova concezione di fiera 'web based' pensata per consentire a visitatori ed espositori risparmi di tempo e risorse
I prossimi 28 e 29 maggio il franchising sarà a PiacenzaExpo per il primo salone in proprio organizzato con il format “low cost”, una nuova concezione di fiera “web based” pensata per consentire a visitatori ed espositori risparmi di tempo e risorse. La rassegna si rivolgerà a tutto il Nord Italia, dove i dati del settore rilevano numeri in crescita.

Franchising Preca Brummel: posizioni aperte

Parola d'ordine: complicità. Anche nello shopping per i loro bimbi le mamme preferiscono i consigli di una commessa che sappia che cosa vuol dire avere un piccolo in casa. Preca Brummel, azienda leader nell'abbigliamento del bambino dal 1951, è partita da questa considerazione per lanciare il progetto Mamme fanno impresa, nato per supportare quelle donne che, oltre alla gestione dei figli, hanno deciso di rimettersi in gioco come imprenditrici.

Come? Incentivandole ad entrare nella rete commerciale dei negozi in franchising, con una serie di supporti pratici per la prima volta messi in campo da un'azienda privata in Italia. Carola Prevosti, direttore generale del gruppo (e giovane mamma di due bimbi) spiega a Style.it i dettagli: «Alle madri che decidono di diventare franchisee dei nostri marchi Brums e Bimbus offriamo importanti aiuti: un contributo assicurativo di mille euro all'anno per dieci anni per sostenere gli studi del proprio figlio, un guardaroba intero per ogni figlio e soprattutto quello che considero il contributo più innovativo. Come azienda ci offriamo di pagare una sostituta per le tre settimane di ferie all'anno che la madre imprenditrice decide di passare in famiglia». È molto semplice: la mamma franchisee viene sostituita da una "mamma jolly" accuratamente selezionata da Moms@work, il noto progetto di Gi Group volto a favorire il reinserimento lavorativo delle madri.

«La partnership con Gi Group ha già dato buoni frutti: grazie a Moms@Work abbiamo inserito 20 neomamme commesse nei nostri punti vendita direzionali e le selezioni, anche per posizioni part time, sono aperte sul sito di Mom@work. Ora abbiamo deciso di osare di più: consapevoli che un'imprenditrice madre è per sua natura abituata a gestire le sfide, lo stress, a operare in multitasking e a intuire meglio le esigenze delle clienti grazie all'empatia che si crea tra genitrici, vogliamo puntare su madri franchisee. L'obiettivo? Dieci nuovi negozi nel 2011», conclude Carola Prevosti.
Sul sito Mammefannoimpresa.it le mamme possono consultare la guida al franchising, mettere alla prova la loro capacità imprenditoriale con il test Scopri l'imprenditrice che c'è in te, ascoltare le testimonianze di mamme franchisee e, soprattutto, autocandidarsi!

Franchising Interna

Interna sale in Ducati
L’azienda friulana fornisce gli arredi per il nuovo franchising della casa motociclistica

I titolari del Gruppo Interna, Derna Del Stabile e Diego Travan

Il gruppo friulano specializzato nell’arredamento contract per hotel e boutique di lusso affianca il marchio motociclistico Ducati nella sua nuova avventura con una catena di locali.
Il primo Ducati Caffè aperto è stato quello nella sede dell’azienda emiliana, alle porte di Bologna, ma già si sta pensando al secondo, localizzato nella capitale Tailandese, Bangkok, che sarà aperto il prossimo aprile. Il piano strategico di questo nuovo franchising prevede l'apertura di 10 locali all'anno in tutto il mondo.
Per il gruppo guidato da Derna Del Stabile e Diego Travan, che ha sede a Tavagnacco e conta su una cinquantina di dipendenti, si tratta di una nuova partnership di prestigio, sempre nel segno del made in Italy, dopo quella con la casa di moda Armani, per la quale ha arredato gli hotel di lusso a Dubai e Milano.
"Per evitare i picchi negativi dei cicli del settore - ha commentato Travan - continuiamo a sottoscrivere accordi quadro per forniture ripetibili a prestigiosi marchi mondiali: Carter, Louis Vuitton, Chanel, soltanto per fare alcuni esempi".
Per assistere i committenti nei Paesi dall'economia trainante, anche per il segmento lusso, l'azienda friulana, che ha chiuso il 2010 con 20 milioni di fatturato in crescita del 10%, sta realizzato un importante piano di internazionalizzazione. La prima tappa è stata la creazione di Interna China per seguire il mercato del Far East. Si stanno valutando anche nuove filiali in Sud e Nord America, mentre nel Medio Oriente è già in corso una collaborazione con un partner locale.

Crisi e Franchising cambiano il volto del centro storico

Siena, negozi storici: "Sempre meno soldi, affitti alle stelle: si chiude"
Crisi e franchising cambiano il volto del centro storico. Segnalateci situazioni particolari
Siena, 10 febbraio 2011 - Chiusure definitive, ristrutturazioni temporanee, spostamenti dettati dalla volontà di abbattere i costi di affitto. Mai come in questo periodo le principali vie del centro storico della città sono interessate da un profondo mutamento nel loro classico tessuto commerciale. Numerose attività hanno chiuso i battenti non riuscendo a reggere i colpi inflitti dalla crisi economica. Altri si sono spostati in periferia in cerca di fondi più vantaggiosi per costi di gestione e spazi a disposizione. Altri ancora - e sono i più 'fortunati' - hanno approfittato del periodo saldi per rifarsi il look e rinnovare il locale.


Il nostro viaggio inizia in via Camollia, dove la situazione è tra le più complicate. Davvero tanti i fondi rimasti vuoti ormai da mesi e difficilmente ricollocabili. Ha chiuso il negozio di fotografia al civico 33 così come l’omologo un po’ più avanti, al 189. Sembra paradossale, visti i tempi, ma ha chiuso anche l’attività privata che garantivi prestiti finanziari. E’ in attesa di inaugurare la nuova gestione, invece, il bar tavola calda presente al civico 138. La situazione è molto complicata – spiega Lorenzo Scarpini, sarto che gestisce un piccola bottega in Camollia dal 1969 – ed è difficile individuare cause precise. Di sicuro c’è che i soldi nelle tasche sono sempre meno e l’affitto dei fondi è sempre più alto.

Arriviamo in via Montanini e la situazione appare peggiore: qui la chiusura di numerose attività è ancora più recente. E’ il caso del negozio di abbigliamento 'Guido Lazzeri' al civico 95 e della cartolibreria di fronte, al numero 126. Vuoto, e in attesa di conoscere il proprio destino, anche il locale che ospitava una camiceria al numero 72 così come quello al 33 dove prima c’era un’attività di fotografia. Sulla piazza anche gli spazi al civico 116 (fino a qualche tempo c’era un bigiotteria) e quelli al 64. In controtendenza c’è invece l’attività di pelletteria che ha aperto da poco al civico 58. “Via Montanini è una delle aree del centro storico che ha più risentito della crisi economica in atto – ci spiega Luca Virgili, agente immobiliare – ma in generale la situazione nel ramo commerciale è molto complessa. I costi di gestione sono troppo elevati e tante attività fanno fatica ad andare avanti”. Saliamo in via Malavolti: anche qui ha da poco trasferito la propria attività Ina Assitalia, che ha scelto via Frajese, lasciando vuoto l’ampio fondo al civico 8. In ristrutturazione invece lo storico Bar Siena chiuso già da diversi mesi. In Piazza Matteotti troviamo alcuni dei cambiamenti più significativi.


La profumeria Gardenia ha da poco occupato gli spazi ex McDonald’s, rimasti a lungo vuoti. A sua volta la profumeria ha lasciato libero il fondo al civico 16 mentre qualche metro più in là sta cambiando volto l’ex Upim. "A fine marzo dovremmo riuscire a concludere i lavori – ci spiega un operaio nel cantiere – al piano terra e a quello sottostante (dove c’era anche Bata, ndr) troverà spazio Ovs Industry" . Arriviamo in via Banchi di Sopra: qui il grande negozio Benetton è chiuso ma si tratta solo di una ristrutturazione rivolta alla “modifica delle vetrine e degli arredi interni” si legge nel pannello esterno. Novità anche per il negozio di abbigliamento maschile Liberty, davanti a Cortecci. Anche qui ci sono operai al lavoro per dare vita ad un nuovo negozio del marchio femminile Celyn B.


Nell’area della Croce del Travagli si concentrano numerose novità. Il fondo che ospita Furla è in ristrutturazione e riaprirà al pubblico venerdì mentre, accanto, è vuoto lo spazio che ospitava un negozio di ricami trasferitosi in via di Città. Qui pare che sorgerà presto un negozio di telefonia. Vuoti anche gli spazi che ospitavano la farmacia, spostatasi dentro la Galleria Odeon. Qui sono in corso trattative per aprire un nuovo negozio di abbigliamento. “La situazione nella zona è dura – spiega Anita Francescani del negozio Pullove – ma il problema non sono solo gli affitti cari. C’è anche un problema di utenza: ogni giorno alle 17,30 il centro storico si svuota. Ci dobbiamo interrogare rapidamente su come fare per rivitalizzare queste vie ed impedire l’invasione dei cinesi e della filiali delle banche”. In effetti scendendo in via Banchi di Sotto sta per aprire una nuova filiale di Bnl mentre è stato venduto da poco il fondo che ospitava i negozio Conte of Florence. Finiamo il nostro tour in via Calzoleria: qui qualcosa sembra muoversi. Nei fondi liberi ai civici 7, 9 e 11 presto troveranno spazio due nuove attività che contribuiranno a dare vita ad un via che ha recentemente assistito all’apertura di una nuova filiale bancaria e attende il via della nuova gestione della pizzeria al taglio.

Franchising;Farnell distribuisce Sensonor

Farnell ha annunciato il contratto di franchising con Sensonor Technologies, leader mondiale per la tecnologia Mems ad alta precisione.
Il contratto internazionale aggiunge al portafoglio prodotti di Premier Farnell gli ultimi sensori Sensonor, basati sulla tecnologia Mems e utilizzati per applicazioni ad alta precisione. I nuovi prodotti includono pressostati, accelerometri e giroscopi inclusi i dies dei pressostati per applicazioni in spazi limitati e progetti di Oem.

Franchising; McDonald's: studia quotazione delle filiali latino-americane

New York, 09 feb - Il gruppo McDonald's prepara lo sbarco alla borsa di New York per Arcos Dorados, la filiale che raggruppa un gran numero dei ristoranti in franchising in America latina. Un'operazione che potrebbe fruttare al gruppo circa un miliardo di dollari. Lo scrive il Financial Times. Questa attivita' di gruppo, acquistata nel 2007 per 700 milioni di dollari, comprende attualmente 1.800 ristoranti e caffe' con l'insegna del gigante americano del fast food. Il quotidiano britannico, che cita fonti vicine al dossier, riporta che McDonald's ha incaricato Bank of America, Morgan Stanley e JpMorgan di assisterla in questa operazione.

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Franchising: Leader mobile

Leader Mobile: una scelta vincente a portata di mano!
Ottime notizie per chi sta valutando l’opportunità di avviare un’attività in franchising, magari in un settore in forte crescita, con un investimento contenuto e senza dover corrispondere royalties o canoni sui propri fatturati.
Leader Mobile, la rete di professionisti della pubblicità sul cellulare, presente in Europa con circa 200 agenzie affiliate, propone la possibilità di affiliarsi investendo esclusivamente 12.000 euro, comprensivi di fee d’ingresso e di una fornitura iniziale di servizi.
L’opportunità di operare in un mercato, quello del marketing e della comunicazione attraverso il telefono cellulare, che registra importanti tassi di crescita, potendo beneficiare del know-how e del prestigio di un marchio affermato (partner del Politecnico di Milano - Osservatorio Mobile Marketing & Service), insieme alla possibilità di avvalersi di servizi esclusivi di comprovata efficacia, rendono l’affiliazione al franchising Leader Mobile una scelta vincente e, oggi più che mai, a portata di mano!

GUITAR HERO: addio al franchising della chitarrina di plastica

Tristi notizie per i 'musicisti da divano', gli amanti del brand Guitar Hero: la Activision/Blizzard, casa di produzione della linea di videogiochi, ha annunciato la chiusura della linea dedicata ai music-videogames. Le ragioni sono essenzialmente monetarie: in un comunicato alla Reuters, la compagnia espone un calo dell'interesse del pubblico verso i videogiochi a sfondo musicale, ed annuncia che nel 2011 non verrà portato avanti nessun progetto per Guitar Hero. La Activision in effetti non sembra navigare in buone acque, avendo anche decretato lo stop alla produzione di un videogioco di skateboarding, e anche alla linea True Crime. Per fortuna rimane attivo Call Of Duty, la cui ultima avventura (Black Ops) ha incassato in tre mesi un miliardo di dollari.

Decisamente, nei cinque anni di vita di Guitar Hero, molta gente si è divertita a schitarrare (e in seguito, cantare e suonare basso e batteria) seguendo le note di alcune delle canzoni più famose del mondo, comprese quelle metal. Le edizioni speciali con Metallica, Aerosmith e Van Halen hanno fatto impazzire i fan, che ora, come con tutte le "glorie del passato", dovranno accontentarsi di discografia (o videogiochi) vecchi. O dovranno passare alla concorrenza di Rock Band, gioco prodotto dalla Harmonix Music Systems e che nel suo catalogo, oltre ad ottime tracklist, ha anche edizioni dedicate a AC/DC, Beatles e Green Day.

mercoledì 9 febbraio 2011

Abbigliamento intimo e Franchising, da anni sempre insieme nello sviluppo

Il Franchising ha indubbiamente creato un canale di opportunità di impresa per centinaia di imprenditori che , da decenni, si sono rivolti a questo settore specifico.
"Tra i nomi storici è indubbiamente d'obbligo ricordare i marchi Calzedonia ed intimissimi - segnala l'Osservatorio infofranchising.it -

che si sono diffusi in maniera accurata in Italia e poi anche in Europa ma dopo il 2000 il mercato si è ulteriormente aperto ed ora i marchi più presenti sul territorio sono anche quellii di Yamamay, Parah, Lò by Lovable ed anche Liguero ."
Alcuni format di Franchising si sono poi negli anni differenziati ed hanno proposto delle aree di intimo all'interno di negozi che trattano dalle calzature all'accessorio, questo è il caso del marchio Atzori sa Bellesa , dallo stile made in Sardegna.

Per un imprenditore che volesse dedicarsi al settore dell'intimo come idea d'impresa è quindi necessario fare adeguate riflessioni poiché i parametri possono variare in maniera sensibile da marchio a marchio. le insidie possono infatti presentarsi fin da subito, l'investimento iniziale è uno dei primi elementi di differenziazione che può passare dai 10 ai 75mila euro.

"Può essere quindi importante effettuare la scelta con una valutazione corretta - sottolinea l'Osservatorio InfoFranchising.it - La migliore soluzione è effettuare la scelta sia sulla base della propria predisposizione al lavoro e sia sull'effettivo investimento economico necessario alla realizzazione dell'impresa. E' quindi importante avere le informazioni da più di un marchio, comparare le opportunità con un consulente e quindi pianificare l'avvio dell'attività con la scelta dell'ubicazione del punto vendita e poi delle adempienze per l'apertura"

Franchising: Osteria di Pinocchio

Si entra in un “Mondo Fantastico” dove Pinocchio e i suo personaggi la fanno da padrone che consente a tutti, grandi e piccini, di staccare, di sognare e vivere un’emozione.

L’Osteria di Pinocchio è un locale innovativo e dinamico, nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento per adulti e bambini, che trova nella combinazione tra cibo e gioco all’interno di un ambiente fantastico creato intorno ai significati, ai simboli e ai personaggi della favola di Pinocchio il suo motivo conduttore.

È un concetto modulare che si adatta a bacini di utenza e spazi fisici diversi, in base alla serie di servizi offerti e alle caratteristiche specifiche (ristorante a tema per adulti, spazio bambini, bar e shop a tema).

Osteria di Pinocchio è un format in franchising, “chiavi in mano”, che consente l’entrata nel mercato in tempi brevi con una struttura competitiva fin dal giorno dell’apertura.

Franchising; Gruppo Odontocard

Franchising Più Tre domande a...Pantaleone Citriniti, esperto di franchising Gruppo Odontocard.

Da oltre 25 anni si occupa di gestione di studi odontoiatrici. La sua esperienza nel franchising, di cui è un esperto, inizia oltre 15 anni fa con la consulenza nella realizzazione di reti nel settore odontoiatrico e della logistica, arredamento, bar e caffetterie.

Oggi il suo gruppo si occupa di Internet technology, marketing, comunicazione, formazione, ricerca e consulenza nel franchising in generale e in quello odontoiatrico in particolare.

* Il mercato dei prodotti naturali sembra offrire ancora interessanti margini di sviluppo. Ma secondo la sua esperienza, oggi è sufficiente proporre semplicemente “qualcosa di naturale” per avere successo ?

Certamente oggi molti sono alla ricerca di prodotti che rispettino la natura nel senso più vero.

Nel Nord Europa, per esempio l’utente finale chiede equilibrio con ciò che lo circonda. Però non basta proporre qualcosa di naturale, bisogna immergersi nel marketing “sensoriale” e credere profondamente in quello che si “commercializza”, nonché avere la certezza che i prodotti abbiano certificazioni attestanti la cosiddetta “naturalità”.

Per esempio, uno dei marchi che seguo, Attirance, che opera nella cosmetica naturale, si sta espandendo in tutta Europa con un progetto in franchising denominato “Attirance Natural Handmade Cosmetics”, che permette di creare un ambiente in cui si viene coinvolti in un percorso sensoriale che abbraccia tre sensi, tatto, olfatto e vista.

* Anche nel settore odontoiatrico il franchising sta conoscendo notevoli sviluppi. Quali sono i punti di forza di questo tipo di attività rispetto agli studi tradizionali ?

Il franchising odontoiatrico in molti Paesi del mondo è una realtà consolidata da tempo. In Italia, la cosiddetta “legge Bersani” ha permesso la parziale liberalizzazione della pubblicità e l’abolizione delle tariffe minime nel settore.

Una svolta: finalmente gli imprenditori potevano investire in questo settore tramite franchisor.

Sono nati così marchi come The Smile Factory, che in pochi anni si è imposto nel franchising odontoiatrico. Il suo successo è legato a più fattori: eccellenza nelle prestazioni, accoglienza del paziente, corsi di aggiornamento continuo, grande attenzione alla trasparenza (il listino è visibile in sala d’attesa e su Internet), tecnologie d’avanguardia.

I punti di forza, rispetto alla maggior parte degli studi tradizionali, sono l’organizzazione interna, che segue protocolli rigidi e consolidati e l’accesso da parte dei pazienti a costi certi e calmierati.

* Parliamo di franchising in generale. Quale pensa che sia attualmente l’aspetto su cui è più necessario “lavorare”, per migliorare il settore sotto il profilo qualitativo e quantitativo ?

La trasparenza. Bisogna essere molto chiari con i prospect franchisee (potenziali affiliati, ndr) nella fase di approccio.

Ricordo che non tutti hanno esperienze imprenditoriali e che le aspettative sono in alcuni casi superiori alla realtà. Informazioni iniziali e contratti devono essere chiari, senza lasciare spazio a interpretazioni dubbie. Importante è anche l’esperienza dei franchisor nel proprio settore, che permette di iniziare il percorso di affiliazione con serenità.

Infine, a mio parere, i franchisor devono lavorare molto sul “dopo apertura”, con servizi che non lascino soli i franchisee all’inizio della loro attività.

Ai prospect franchisee consiglio di far bene i propri conti, valutando con attenzione le proprie condizioni economiche prima di scegliere.

Franchising; Nature House

Giuste misure per giusti pesi
Se in poco più di quattro anni di attività in Italia il network Naturhouse nutrizione e dietetica ha superato i 300 affiliati, ci sarà pure una ragione.

Il format Naturhouse rappresenta una realtà consolidata nel campo della nutrizione e della dietetica.

La mission corporativa è la rieducazione alimentare. L’obiettivo è risolvere i problemi di sovrappeso in maniera graduale e definitiva.

Lo strumento è un piano alimentare equilibrato la cui efficacia è ottimizzata da complementi dietetici venduti esclusivamente presso i centri Naturhouse.

Il know-how, la formazione, l’assistenza completa e la zona in esclusiva sono i principali servizi offerti dalla formula franchising.

Terrorismo in Franchising

Terrorismo:Maroni, minaccia è acuta e persistente
"La minaccia del terrorismo e' acuta e persistente. Esiste ora un terrorismo in franchising. Ovvero un terrorismo fai da te non necessariamente collegato ad una base ma altrettanto pericoloso. E' un terrorismo che usa strumenti legati al web". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenendo alla conferenza 'euro-africana' che si sta svolgendo in un albergo del lungomare di Napoli. Maroni ha poi sostenuto che "va rafforzato il controllo delle frontiere, che vanno presidiate costantemente".

Il ministro dell'Interno ha poi sostenuto che "bisogna investire sulla formazione e sulla assistenza tecnica. Ma possiamo contare su una polizia fortemente specializzata". Il ministro ha poi ricordato che "la criminalita' puo' contare su mezzi illimitati ma e' dimostrato che non e' invulnerabile e si puo' colpire e sconfiggere ma va rafforzata la cooperazione transnazionale. L'Italia e' in prima fila nell'ambito della cooperazione internazionale. Accordi sono stati stretti con Paesi come la Nigeria e lo Zambia".

Franchising: vederci claro è meglio

Claro abbina le più moderne tecniche commerciali all’esperienza pluriennale del settore.

Il franchising Claro Italia si rivolge a imprenditori che operano già nel mercato dell’ottica o che vogliano entrare nel settore con un progetto innovativo e redditizio.

Claro abbina le più moderne tecniche commerciali all’esperienza pluriennale del settore maturata da un team di ottici italiani.

Il marchio è posizionato nel segmento di mercato più interessante, abbinando un’ampia gamma di occhiali e di lenti di elevata qualità, costantemente aggiornati con le tendenze moda, a prezzi “low cost”.

Franchising: come funziona e quali sono le normative

Il franchising è la forma di lavoro in proprio ideale per chi intende avviare un’attività, riducendo l'investimento iniziale e i rischi.

L'affiliazione, come scelta di operare in un determinato settore attraverso un preciso marchio, solleva il singolo operatore commerciale da molte attività tradizionali (ad esempio, la valutazione delle prospettive del mercato, la scelta dei fornitori, la definizione delle politiche promozionali) consentendogli, quindi, di divenire maggiormente specializzato in alcuni ambiti gestionali.

La decisione di entrare nell'affiliazione ovviamente presenta delle conseguenze e condiziona la vita dell'aspirante affiliato per anni, impegnandolo sia sul piano finanziario e sia su quello personale.

La scelta di entrare nel mondo dell'impresa attraverso la porta del franchising deve essere dunque preceduta da un’analisi delle proprie attese, condizioni di partenza, competenze, esperienze maturate e caratteristiche personali. Valutare prima se stessi per capire se il franchising è adatto alle proprie caratteristiche, è fondamentale.

Quanti tipi di franchising esistono?

Il franchising si presenta attualmente sotto tre tipi diversi:

- Franchising di distribuzione: presuppone che l'affiliante abbia messo a punto e sperimentato delle tecniche e dei metodi commerciali costituenti il know-how che egli trasferirà al suo affiliato. A fronte dell'uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni forniti l'affiliante chiede all'affiliato un corrispettivo sotto forma di diritto di entrata di canoni periodici .

- Franchising di servizi: l'affiliato non vende alcun prodotto, ma offre la prestazione di servizi inventati, messi a punto e sperimentati dall'affiliante. Il campo di attività di questo sistema è molto vario, andando dalla ristorazione alle attività turistiche e del tempo libero, dalla stampa e riproduzione rapida agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi di consulenza professionale agli istituti d’istruzione e formazione, dall’intermediazione immobiliare all'autonoleggio, ecc.

- Franchising industriale: affiliante e affiliato, sono due imprese industriali. Il primo concede all'altro la licenza dei brevetti di fabbricazione e i marchi, gli trasmette la sua tecnologia, gli assicurano un'assistenza tecnica costante. L'affiliato, fabbrica e commercializza le merci prodotte dal proprio stabilimento applicando il know-how e le tecniche di vendita dell'affiliante.

Il franchising è uno dei principali strumenti nati per combattere la disoccupazione nelle aree depresse del Paese, attraverso l'incentivazione dell'auto impiego.

Il decreto legislativo 185/2000 promuove, infatti, l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la creazione di attività in franchising nelle aree economicamente svantaggiate d'Italia o a forte squilibrio di domanda-offerta di lavoro.

Uno dei primi passi è di rivolgersi a INVITALIA, (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa) in cui gli aiuti non si concretizzano solo in mutui a tasso agevolato, coprendo il 100% delle spese per gli investimenti iniziali, ma anche in servizi di tutoraggio da parte di organismi specializzati, in grado di sostenere i neo-imprenditori in franchising nella fase di start-up aziendale.

Una volta che si è deciso di proseguire con questa scelta è importante valutare alcuni aspetti:

- Richiedere al franchisor tutte le informazioni preliminari che riguardano l'azienda affiliante e i propri dirigenti, la rete di franchisee preesistente, il contratto, il mercato, i costi e i risultati di gestione standard della rete.

- Incontrare affiliati della catena per conoscere le opinioni di chi già vive l'esperienza che si sta valutando. Sarà opportuno contattare più di uno, possibilmente di aree commerciali non troppo dissimili dalla propria. Si raccoglieranno opinioni anche un po' contrastanti, ma i giudizi raccolti e valutati insieme, aiuteranno a formulare un proprio giudizio, tanto più corretto quanto più numerosi saranno stati gli incontri.

- Analizzare il contratto per non correre rischi, meglio proporre il contratto di franchising alla consulenza di un avvocato, naturalmente prima di firmarlo.

- Elaborare un serio conto economico e finanziario per essere consapevoli dell'investimento in denaro e lavoro che lo aspetta, ma anche della remunerazione che può attendersi. In tal caso sarà importante stimare le risorse finanziarie necessarie all'impresa, e rapportarle alle proprie disponibilità.

- Studiare il mercato e cercare il locale perché nessuno più del protagonista poi può avere la percezione corretta della localizzazione e dei valori del mercato, nel quale vive e magari opera da anni.

-Razionalità e realismo sono parole d'ordine per valutare i rischi di ogni attività. Dunque conoscere, valutare, confrontare, e poi decidere.

- Non credere ciecamente alla notorietà di certi marchi. I marchi più noti e consolidati potrebbero avere difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti ed essere vicini al declino. Perché anche grandi e consolidate catene, non sono in grado di dare garanzie assolute.

In un contratto di franchising, solitamente il franchisor si assicura preventivamente che il franchisee possieda la necessaria preparazione e aiutarlo ad acquisirla. Molte insegne poi hanno previsto veri e propri corsi di formazione per preparare gli affiliati sia sulle regole del contratto di franchising, sia sulla gestione di un’attività commerciale, delle risorse umane impiegate, del prodotto o servizio da offrire al cliente. Non raro è il caso in cui la formazione del franchisee comporta normalmente uno stage preliminare nel centro pilota o in un punto vendita.

Il franchisor assicura al franchisee, durante l'intero periodo di durata del contratto, tutta l'assistenza e l'informazione necessaria e utile. Nel contratto è possibile che sia chiesto al franchisee e al personale che impiegherà di partecipare a tutte le attività di miglioramento delle conoscenze, proposte dal franchisor.

Il franchisor deve fornire al franchisee, prima della stipulazione del contratto, informazioni precise e complete sulla situazione attuale e le prospettive future del settore di attività con riferimento sia al gruppo sia all'esercizio interessato.

Molto importante per l'affiliato conoscere i budget di gestione e di esercizi della nuova attività. Prima della firma del contratto, il franchisor fornisce al franchisee informazioni dettagliate in merito all'allestimento del punto vendita o dell'esercizio oltre all'ammontare totale degli investimenti necessari per attrezzature, materiali, stock iniziale.

L'affiliato è parte di un gruppo, di un insieme omogeneo, di una struttura con proprie regole, caratteristiche e cultura d'impresa. Per questo il franchisee deve essere portato per il lavoro di gruppo, caratteristica che gli permetterà di rispettare il contratto, di adattarsi ai vincoli imposti non solo nei confronti dell'affiliante, ma anche dei colleghi affiliati della stessa rete.

L’obiettivo deve essere lo sviluppo della propria azienda, "sfruttando" i consigli e utilizzando l'assistenza del franchisor, e la notorietà della rete. Nella duplice veste d’imprenditore indipendente ma anche di parte di un tutto omogeneo, l'affiliato dovrà accogliere e apprezzare assistenza del franchisor e informazioni da parte dei colleghi franchisee, e in cambio trasmettere alla rete riflessioni, esperienze e innovazioni da lui sperimentate.

Cosa bisogna indicare nel contratto?

In particolare, il contratto di franchising deve:

- essere scritto, a pena di nullità;

- indicare l'ambito di esclusiva territoriale e la specifica del know-how fornito dall'affiliante all'affiliato;

- illustrare i servizi offerti dall'affiliante in termini di assistenza tecnica e commerciale, progettazione, allestimento, formazione;

- chiarire l'ammontare degli investimenti e delle eventuali spese d’ingresso che l'affiliato deve sostenere;

- specificare le modalità di calcolo e di pagamento delle percentuali che l'affiliante chiede all'affiliato in quota fissa o variabile in base al giro d'affari e se vi è un eventuale incasso minimo che l'affiliato debba realizzare;

- indicare le condizioni di rinnovo, risoluzione e cessione del contratto medesimo;

- se è a tempo determinato, deve avere una durata di almeno tre anni;

- Il contratto di franchising può: essere annullato se una delle parti fornisce false informazioni, con conseguente possibile richiesta di risarcimento del danno.

Quali sono le normative e i codici cui fare riferimento?

Affiliante e affiliato possono contare su almeno sei testi di riferimento, costituiti da:

1.La legge n. 129 del 6 maggio del 2004 è il principale testo normativo di riferimento. Riprende sia nel contenuto sia nella brevità della formula i testi già adottati in altri Paesi. Nove articoli in tutto per chiarire le definizioni, l'ambito di applicazione, la forma e il contenuto del contratto, gli obblighi di affilianti e affiliati, il comportamento che le parti devono tenere, i possibili tentativi di conciliazione o le cause di annullamento dell'accordo. La legge sarà applicabile anche alle reti che operano con contratti che vanno sotto diverso nome ma che sono caratterizzati dagli stessi elementi, come le reti che operano in conto vendita.

2. Il Codice deontologico Aif (Associazione Italiana del Franchising) è osservato da tutti i soci dell'Associazione Italiana del Franchising, con l'obiettivo di fornire regole di comportamento ispirate a principi di correttezza e professionalità. Questo codice integra, ma non sostituisce né si pone in contrasto, con le normative di legge di autoregolamentazione, vigenti a livello nazionale ed europeo.

3. Il Codice deontologico europeo ,nato da incontri e discussioni all'interno della Commissione Commercio e Distribuzione della CEE , costituisce il risultato di una sintesi non soltanto tra i codici deontologici di queste associazioni, ma anche delle regolamentazioni in vigore negli altri paesi della Comunità.

4. Il Codice deontologico della FIF Particolarmente attento agli interessi dei franchisee, il codice redatto dalla Federazione italiana Franchising contiene delle regole flessibili mantenendo molto rigido però i principi fondamentali della cooperazione, della collaborazione, del dialogo e dell'equilibrio di diritti e doveri delle parti.

5. Il Regolamento CEE 2790/99 È il nuovo quadro normativo per il franchising in Europa. Particolarmente significativo l'accordo di restrizione verticale, con gli obblighi di non concorrenza in relazione ai prodotti oggetto dell'accordo di franchising. Contiene inoltre precise indicazioni relativamente alle località d'insediamento o alle zone di competenza esclusiva.

Come individuare le insegne su cui puntare?

L'Associazione Italiana del Franchising riunisce le principali insegne italiane, ma garantisce anche, agli aspiranti franchisee, trasparenza, serietà e affidabilità dei suoi soci, attraverso un proprio "Sigillo di Garanzia", "Marchio di Qualità". Inoltre promuove frequenti incontri, seminari, attività di formazione, giornate di studio, convegni, conferenze, tavole rotonde. Assofranchising offre infine la possibilità di aggiornamento anche grazie a bibliografie, testi, studi e ricerche.

Franchising Geox: accordo con banca Bawag

Per gestione diretta di 19 negozi a marchio Geox in Austria
(ANSA) - MILANO, 8 FEB - Il gruppo Geox sigla un accordo con la banca austriaca Bawag per assumere la gestione diretta di 19 negozi a marchio Geox in Austria, prima gestiti in franchising da Stiefelknig, gruppo del quale l'istituto e' il pricipale azionista. Per Mario Moretti Polegato, 'questi 19 negozi, localizzati nelle vie piu' importanti dello shopping e nei centri commerciali piu' prestigiosi delle principali citta' austriache, consentiranno di consolidare la crescita del nostro gruppo in questo importante mercato'

Mettersi in proprio in Franchising con l'intimo

Si dice che il franchising è adatto a qualunque settore, è un dato di fatto però che per alcune categorie è più facile fare l'accostamento. E l'intimo è uno dei settori più trattati.
Per l’Industria del mercato dell’intimo gli ultimi anni sono stati vissuti come una grande trasformazione. Tra le modalità di distribuzione non più solo catene specializzate ma anche insegne dell’abbigliamento e griffe della moda che hanno affollato una piazza sempre più differenziata ed in movimento.

"Il Franchising ha indubbiamente creato un canale di opportunità - segnala l'Osservatorio InfoFranchising.it - idee di impresa per centinaia di imprenditori che , da decenni, si sono rivolti a questo settore specifico. Tra i nomi storici è d’obbligo ricordare i marchi “Calzedonia” ed “Intimissimi” che dopo una capillare diffusione in Italia si sono presentati anche in Europa ma il mercato è ora molto ampio ed i marchi più presenti sul territorio sono quelli di “Yamamay”, “Parah”, Lò by Lovable” ed anche “Liguero” . Alcuni format invece si sono differenziati ed hanno proposto delle aree di intimo all’interno di negozi che trattano dalle calzature all’accessorio, questo è il caso del marchio “Atzori sa Bellesa”."

La via del Franchising è sempre costellata da casi di successo che , alle volte, oscurano insuccessi. E' sempre necessaria una grande attenzione nella valutazione dell'offerta presentata, per un imprenditore che volesse dedicarsi al settore dell’intimo come idea d’impresa è quindi necessario fare adeguate riflessioni poiché i parametri possono variare in maniera sensibile da marchio a marchio.

"Si può scegliere in tanti modi - sottolinea l'Osservatorio InfoFranchising.it - la scelta può essere fatta sia sulla base della propria predisposizione al lavoro che sull’effettivo investimento economico necessario alla realizzazione dell’impresa. E’ quindi importante avere le informazioni da più di un marchio, comparare le opportunità con un consulente e quindi pianificare l’avvio dell’attività. Per avere una completezza di informazioni si può iniziare dalla Categoria Intimo del portale specializzato InfoFranchising.it, chiedere di ottenere informazioni personalizzate è il primo passo. La giusta valutazione è sicuramente la scelta vincente."

lunedì 7 febbraio 2011

Franchising Damiani

Il gruppo Damiani apre 3 boutique Rocca in Messico
Rocca, catena di orologeria e di gioielleria di alta gamma, controllata al 100% da Gruppo Damiani, ha aperto tre boutique in Messico, a Cancun.
I negozi si trovano presso il Kukulcan Plaza, il più prestigioso centro commerciale della città, dove sono presenti i più importanti marchi del lusso internazionale, presso l’Hotel Ritz Carlton e presso il centro commerciale La Isla.
Le tre boutique distribuiscono oltre a tutti i marchi del Gruppo, i marchi in licenza e diversi marchi di orologeria.

Rocca, con oltre 200 anni di storia nella vendita retail, è la più vasta catena italiana di orologeria e gioielleria di alta gamma diffusa su tutto il territorio con 14 punti vendita, un vero punto di riferimento per gli amanti del lusso più prezioso in quanto concessionaria dei più prestigiosi marchi della gioielleria e dell’orologeria mondiali. Fondata nel 1794, fornitore dei Reali d’Italia, Rocca vanta tra i suoi clienti storici personalità quali Gabriele D’Annunzio e Cavour.

Nella strategia di espansione , oltre al proprio know how ed alle profonde relazioni con il mondo orologiaio, Rocca potrà avvalersi di un portafoglio di 5 marchi di proprietà complementari tra di loro, e diversi marchi in licenza che permettono di presidiare la maggior parte dei segmenti di mercato.

“Il Gruppo Damiani è molto interessato all’ espansione nei mercati esteri” - ha affermato Guido Damiani, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Damiani - “Le aree del centro e del sud America si stanno mostrando molto recettive e interessate al settore della gioielleria e dei prodotti Made in Italy. L’apertura di queste tre boutiques è un ulteriore passo importante per raggiungere questo obiettivo e rientra nella strategia di espansione della catena Rocca sia in Italia che all’estero attraverso l’apertura di nuovi negozi diretti, in franchising o attraverso joint ventures con acquisizione di quote sia minoritarie che maggioritarie.".

franchising Nissan

La Nissan Ottiene la Maggiore Quota di Mercato in Europa da 15 Anni
Un aumento nelle vendite e nelle quote di mercato ha consentito alla Nissan di superare i rivali e di realizzare le quote di mercato più alte in Europa dal 1995.

Momenti salienti del 2010 in Europa:

- 547.000 unità vendute (13% in più rispetto al 2009)

- La crescita delle quote di mercato continua; la più alta in quindici anni

- Le vendite della Qashqai sono aumentate del 18% e oltrepassano le 235.000 unità

- Aumento significativo delle vendite nella maggior parte dei mercati; +62.000 unità in totale

- Marca Giapponese Numero Uno in Russia e nel Regno Unito

- Nissan si assicura il premio Auto dell’Anno Europea e Furgone Internazionale dell’Anno

In un mercato stagnante, nel 2010 la Nissan ha venduto 547.000 veicoli in tutta la regione(un aumento annuale del 13%) ed ha ottenuto una quota complessiva del 3,1% rispetto al 2,8% del 2009. Per la Nissan questo è il terzo anno consecutivo di crescita della quota di mercato in Europa.

Questo risultato ha permesso alla Nissan di raggiungere vendite record globali pari a 4,08 milioni di unità nel 2010, sorpassando per la prima volta la cifra dei quattro milioni e confermando la Nissan come il secondo più grande produttore asiatico.

Il successo della Nissan in Europa è stato trainato da una richiesta eccezionale di modelli già affermati, quali la Qashqai crossover, e anche dalle 6 principali revisioni della linea di produzione che includono la nuovissima Juke e la 2011 GT-R. Più dell’80% di queste vendite di Nissan sono state ricavate da modelli prodotti per il mercato europeo.

Fin dal suo lancio, nel settembre dell’anno scorso, la Juke ha replicato l’impatto che la Qashqai ha avuto sul mercato nel 2007. L’ordine bancario per la Juke ammonta a 66.000 auto e la compact crossover è già il secondo modello europeo più venduto della Nissan, ed ha consentito di evidenziare il dominio e la leadership della Nissan in questo settore.

La domanda generale per i modelli della Nissan ha visto un significativo incremento su base annuale nella maggior parte dei mercati, incluso il Regno Unito (aumento del 14%), la Russia (del 24%) e la Francia (del 24%.) Questo successo ha permesso alla Nissan di essere il marchio giapponese più venduto in diverse nazioni chiave, come il Regno Unito e la Russia.

Un’ulteriore crescita nella regione è prevista nel 2011 e include importanti mercati, quali Russia, Spagna, Regno Unito, Francia, Italia e Germania.

Simon Thomas, il Vicepresidente Senior di Vendite & Marketing della Nissan in Europa ha dichiarato:"Nel 2010 la Nissan ha superato il mercato, ha battuto tutti i suoi principali concorrenti e ha oltrepassato le sue stesse aspettative.

"Guadagnare la nostra quota di mercato più alta in 15 anni, da quando il mercato è crollato, è fenomenale. È una chiara indicazione che l’impegno della Nissan di offrire ai propri clienti modelli innovativi, interessanti e rivolti a specifici segmenti sta funzionando.

"Questo trend continuerà nel 2011 con il lancio a breve della quarta generazione di Micra, seguito a marzo dalle prime consegne europee della LEAF, auto Nissan totalmente elettrica.

"Oggi, la nostra gamma di prodotti è una delle più complete e competitive tra i produttori, e la stiamo ulteriormente ampliando. Per questo motivo, il 2011 potrebbe essere l’anno più produttivo in assoluto per la Nissan in Europa".

Questa crescita è stata possibile grazie agli sforzi costanti e agli investimenti effettuati per sviluppare la rete di franchising Nissan. I nostri partner nel franchising hanno riscontrato una crescita proficua nell’anno solare 2010, e di conseguenza continuano a migliorare la qualità dell’esperienza per i clienti".

La Nuova Micra ha superato di gran lunga le aspettative nei mercati globali, quali il Giappone, la Tailandia, l’India e la Cina dove è stata messa in vendita l’anno scorso.

Anche la domanda per la rivoluzionaria Nissan LEAF è alta, sono stati passati più di 27.000 ordini a livello internazionale, di questi 1.500 in Europa. A novembre, la Nissan LEAF è entrata nella storia come prima auto, completamente elettrica ad emissione zero, a vincere il titolo di ’Auto Europea dell’Anno 2011’.

Inoltre, la Nissan ha riportato dei solidi risultati nel settore dei veicoli commerciali, con un aumento delle vendite del 17% rispetto al 2009. Questo risultato è stato sostenuto dalla domande per il furgone compatto NV200 - ’Furgone Internazionale dell’Anno 2010’.

Ulteriori informazioni:

Vendite 2010 Quote di mercato 2010 Variazione Quote
rispetto al 2009

UK 96135 4.2% +0,4%
Russia 79614 6,5% [di marche straniere] +0,0%
Germania 60843 2,0% +0,3%
Italia 60359 2,8% +0,3%
Francia 59578 2,3% +0,3%
Spagna 48119 4,4% +0,3%
Belgio/Lussemburgo 19073 2,8% +0,2%
Polonia 13229 3,5% +0,1%
Portogallo 9146 3,5% +0,7%
Svizzera 8975 2,8% +0,4%

Informazioni su Nissan in Europa:

La Nissan impiega circa 12.500 persone nei settori europei di design, ricerca e sviluppo, manifattura, logistica, vendite e operazioni di mercato. Nell’anno 2010, la società ha venduto 547.000 veicoli in 47 diversi mercati nell’Europa dell’Est e dell’Ovest, Russia compresa. Inoltre, la società ha prodotto un totale di 390.727 veicoli nelle sue fabbriche spagnole e britanniche.

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